Juventus, Thiago Motta a rischio: spunta il nome di Brambilla come traghettatore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus vive ore di tensione dopo la pesante sconfitta interna contro l’Atalanta, un 4-0 che i bianconeri non subivano in casa dal 1967, quando a infliggerlo fu il Torino. Un risultato che ha riacceso i riflettori sulla panchina di Thiago Motta, già sotto pressione dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’Empoli. La vittoria contro il Verona, che sembrava aver offerto una boccata d’ossigeno, non è bastata a placare le critiche, e ora il futuro dell’allenatore italo-brasiliano appare più che mai in bilico.

In casa Juve, si sta valutando ogni opzione. Tra i nomi più ricorrenti per una possibile successione ci sono quelli di Gian Piero Gasperini, Antonio Conte e Roberto De Zerbi, ma non manca chi ipotizza un clamoroso ritorno di Massimiliano Allegri. Quest’ultimo, già sulla panchina bianconera dal 2014 al 2019, sarebbe visto come una figura in grado di gestire una situazione complessa come quella attuale, con l’obiettivo primario di centrare la qualificazione alla prossima Champions League.

Tuttavia, se l’esonero di Motta dovesse concretizzarsi a breve, la Juventus potrebbe optare per una soluzione temporanea. Secondo quanto riportato da "Calciomercato.com", due sono i nomi al centro delle riflessioni per il ruolo di traghettatore: Igor Tudor e Massimo Brambilla. Tudor, già noto per le sue esperienze in Serie A, sarebbe il favorito, ma non va sottovalutata la candidatura di Brambilla, attuale allenatore della Juve Next Gen. Quest’ultimo, subentrato a Paolo Montero, è riuscito a risollevare la squadra dalla zona retrocessione in Serie C, dimostrando di saper gestire situazioni complicate.

Intanto, secondo "TuttoJuve", il direttore sportivo Cristiano Giuntoli avrebbe già preso contatti con Tudor, segnale che l’addio di Motta potrebbe essere imminente. La prestazione scioccante della squadra contro l’Atalanta, crollata dopo il rigore trasformato da Retegui, ha alimentato i dubbi sulla capacità dell’ex tecnico del Bologna di mantenere il controllo del gruppo. Il timore è che, senza un cambio di rotta, possa sfumare anche il quarto posto in classifica, obiettivo minimo per la stagione.

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