Sciopero trasporti, adesioni oltre il 65%: bus e vaporetti fermi a Venezia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Venezia, lo sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale ha registrato un’adesione superiore al 65%, con il 67% degli autobus e il 66,7% dei vaporetti rimasti fermi durante la mattinata. Lo comunica l’Actv, l’azienda che gestisce la rete di trasporti nel capoluogo veneto, precisando che i dati potrebbero subire variazioni nel corso della giornata, fino al termine della protesta. La mobilitazione, che rientra in un più ampio sciopero nazionale, ha visto i lavoratori incrociare le braccia per rivendicare migliori condizioni contrattuali e salariali, in un contesto in cui il settore del trasporto pubblico è sempre più sotto pressione.

A Torino, secondo i sindacati di base, l’adesione allo sciopero si attesta tra il 65 e il 70%, con autobus e tram fermi in gran parte della città. La metropolitana, invece, ha viaggiato regolarmente, grazie alla conclusione anticipata dei lavori di manutenzione straordinaria che hanno permesso ai treni di riprendere il servizio senza intoppi. Il trasporto pubblico urbano è comunque garantito nelle fasce orarie protette, tra le 6 e le 9 e tra le 12 e le 15, come previsto dalla normativa.

A Brescia, i lavoratori di Brescia Trasporti hanno aderito alla protesta per denunciare condizioni di lavoro «insostenibili», legate a salari troppo bassi e a un carico di straordinari sempre più pesante. La crisi del trasporto pubblico, che si traduce in un servizio sempre meno sicuro e più precario, è al centro delle rivendicazioni dei sindacati di base, che chiedono un contratto in grado di coprire almeno il costo della vita e la possibilità di sottoporlo a referendum.

A Milano, invece, lo sciopero ha portato alla chiusura di tre linee metropolitane – M1, M2 e M3 – a partire dalle 18, mentre la M4 e la M5 hanno continuato a funzionare. La mattina, tuttavia, tutte le linee hanno operato regolarmente, garantendo il servizio ai pendolari. Questo è il secondo sciopero in soli 10 giorni, un segnale della crescente tensione nel settore, che vede i dipendenti Atm protestare per migliori condizioni di lavoro e una maggiore sicurezza.

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