Tatiana Tramacere, il legale di Dragos: "Nessun maltrattamento, fu allontanamento volontario"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di giorni dal ritrovamento di Tatiana Tramacere, la ventisettenne di Nardò scomparsa per undici lunghi giorni prima di essere rinvenuta nella mansarda di Dragos Ioan Ghermescu, le versioni sul suo stato e sulle dinamiche dell’accaduto continuano a divergere in maniera netta. Il padre della giovane, descrivendo una figlia smagrita, priva di forze e chiusa in un silenzio quasi totale, ha parlato di un ritorno drammatico e di una condizione di shock che ha allontanato, almeno per il momento, la ragazza solare e felice che conosceva. Dalla stanza in cui si è isolata, secondo quanto riportato, Tatiana non parla e non vuole vedere nessuno, in un quadro che i familiari interpretano come il segno di un trauma profondo.

La difesa di Dragos Ghermescu

Contro questa narrazione, che pure evita esplicitamente di parlare di violenze fisiche, si è levata con fermezza la voce dell’avvocato Angelo Greco, difensore del trentenne amico della ragazza. Il legale, respingendo ogni accusa, ha ribadito quanto già affermato dal suo assistito durante il lungo colloquio con i Carabinieri nella notte tra il ritrovamento e il giorno seguente. "Dragos è stato totalmente esaustivo", ha spiegato Greco, sottolineando come l’uomo abbia fornito una versione dei fatti che esclude categoricamente qualsiasi forma di maltrattamento. La permanenza di Tatiana nell’abitazione, secondo la difesa, sarebbe stata volontaria e serena, un semplice allontanamento dalla vita di tutti i giorni privo di connotati drammatici.

Le dichiarazioni in contraddizione

L’avvocato ha poi aggiunto un elemento specifico, citando un’intervista rilasciata dal padre della giovane al Corriere della Sera. Pur avendo descritto la figlia come malnutrita e sotto shock, il genitore – secondo l’interpretazione del legale – avrebbe egli stesso escluso l’ipotesi di maltrattamenti. Questo punto, unito al fatto che la stessa Tatiana, in sede di primi accertamenti, avrebbe confermato la natura volontaria della sua scelta, porta Greco a sostenere che le indagini non stiano nemmeno vagliando quella possibilità. "Non c'è input neanche da parte della presunta persona offesa sui maltrattamenti", ha affermato, cercando di archiviare la questione come un fraintendimento mediatico amplificato dalla drammaticità della scomparsa.

Il quadro delle indagini

La situazione, dunque, si presenta con due poli narrativi difficilmente conciliabili. Da un lato, una famiglia che racconta una profonda debilitazione fisica e psicologica, un silenzio ostinato e la necessità di proteggere la ragazza anche dal rumore delle notizie. Dall’altro, una difesa che invoca la volontarietà dell’atto e l’assenza di qualunque illecito, sostenendo che persino le parti in causa convergono nell’escludere violenze. Le autorità, chiamate a fare chiarezza su un caso che ha tenuto col fiato sospeso l’opinione pubblica, devono ora districarsi tra queste ricostruzioni opposte, valutando ogni elemento per accertare la verità dei fatti che hanno portato Tatiana Tramacere a trascorrere undici giorni lontana da casa.

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