Addio a Raffaella Bragazzi, la voce iconica di "Ok, il prezzo è giusto!"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il mondo televisivo perde un pezzo della sua storia, quella fatta di sigle riconoscibilissime e di presenze, pur non visibili, fondamentali per il successo di un programma. Raffaella Bragazzi, la cui voce divenne per milioni di italiani sinonimo stesso del celebre game show "Ok, il prezzo è giusto!", è scomparsa all'età di 66 anni. La notizia, che ha suscitato un moto di sincero cordoglio in chi ha lavorato con lei e tra il pubblico che l'ha amata, è stata diffusa attraverso un post su Instagram da Iva Zanicchi, la conduttrice che diresse le sorti del varietà per tredici anni. "Ho appreso con dolore della scomparsa di Raffaella, la voce storica di Ok il Prezzo è giusto" ha scritto Zanicchi, accompagnando le parole con un affettuoso ricordo e una fotografia, "un ricordo affettuoso e una preghiera per lei. Ciao Raffaella".

Un legame indissolubile con lo show

La carriera di Raffaella Bragazzi, che dopo gli esordi liguri si era stabilita a Milano, si intrecciò in maniera definitiva con il destino del programma a partire dal 1983, quando Fininvest, poi divenuta Mediaset, ne acquistò il format. Per sedici edizioni consecutive, fino al 1999, la sua cadenza, il suo timbro inconfondibile, che annunciava i concorrenti con il famoso "Ok, il prezzo è giusto!", costituirono la colonna sonora fissa di uno degli show più longevi e amati del piccolo schermo. Una presenza costante, la sua, che sopravvisse anche ai cambi di gestione e di palinsesto, diventando un'icona sonora per intere generazioni di telespettatori, i quali, pur non vedendola mai in video, ne impararono a riconoscere e ad apprezzare l'identità vocale.

Gli inizi tra cinema, radio e televisione

Prima di quel ruolo che l'avrebbe resa celebre, Bragazzi aveva mosso i primi passi nel variegato universo dello spettacolo, una strada che sembrò aprirsi dopo l'elezione a Miss Teenager Cinema nel 1979. Gli anni Ottanta la videro infatti attiva in quel crogiolo di talenti che erano all'epoca Telemontecarlo e Radio Monte Carlo, emittenti nelle quali poté affinare le sue doti di comunicazione, preparando inconsapevolmente il terreno per il personale contributo che avrebbe dato, di lì a poco, a un capitolo fondamentale della televisione commerciale italiana. In quel periodo, del resto, si formarono molti di coloro i quali avrebbero poi scritto la storia dell'intrattenimento privato.

Il silenzio di una voce che resta nella memoria

Oggi, a distanza di anni dalla sua ultima apparizione sonora nello studio del gioco a premi, il ricordo di quella voce così peculiare rimane intatto, testimoniato dalle numerose reazioni di affetto che hanno seguito l'annuncio della scomparsa. La sua professionalità, unita a una dizione impeccabile e a una calda espressività, contribuì in misura non secondaria a creare quell'atmosfera di festosa attesa che caratterizzava ogni puntata, rendendo familiare e accogliente anche il semplice annuncio del nome di un concorrente. Un tassello, il suo, che si inserisce perfettamente nel più ampio mosaico della televisione che, in quegli anni, seppe costruire miti e riti collettivi anche attraverso dettagli apparentemente marginali.

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