Roland Garros, Becker incorona Sinner: “I rivali perdono già negli spogliatoi”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Roland Garros 2026 entra nella fase più intensa con Jannik Sinner al centro dell’attenzione generale, mentre Boris Becker e Jim Courier descrivono il numero uno del mondo come il giocatore che tutti temono sulla terra rossa di Parigi. L’Italia continua a ritagliarsi un ruolo da protagonista nel torneo francese, anche se si interrompe al secondo turno la corsa del diciannovenne Federico Cinà, sconfitto in tre set dall’olandese Jesper de Jong dopo un percorso partito dalle qualificazioni. Nonostante l’eliminazione, il giovane palermitano lascia Parigi con la prospettiva concreta di entrare tra i primi 200 del ranking mondiale, ma il focus del torneo resta inevitabilmente sulla solidità mostrata da Sinner.

Le dichiarazioni arrivate nelle ultime ore fotografano la percezione che il circuito ha maturato nei confronti dell’azzurro. Jim Courier, ex campione statunitense e oggi analista televisivo, ha descritto Sinner come un giocatore capace di “seppellire le emozioni” per mantenere lucidità assoluta durante le partite. Nelle sue parole emerge l’immagine di un tennista freddo, concentrato e implacabile nei momenti decisivi, qualità che secondo Courier lo rendono il principale favorito del Roland Garros. L’americano sostiene che, a Parigi, l’unico vero avversario di Sinner sia sé stesso, sottolineando soprattutto la capacità dell’italiano di restare focalizzato sul lavoro da compiere senza lasciarsi distrarre dalla pressione o dall’atmosfera del torneo.

La crescita di Sinner convince anche Becker

Alle valutazioni di Courier si aggiungono quelle di Boris Becker, uno dei nomi più prestigiosi della storia del tennis. L’ex campione tedesco, presente nei giorni scorsi al Foro Italico, ha spiegato di aver osservato attentamente il livello raggiunto da Sinner, soffermandosi in particolare sull’evoluzione del servizio. Secondo Becker, la battuta dell’azzurro è ormai diventata la migliore del circuito, elemento che starebbe facendo la differenza nei suoi match. L’ex vincitore di sei Slam richiama anche le statistiche legate ai punti conquistati nei turni di servizio e alla quantità di punti facili ottenuti da Sinner, aspetti che alimentano la sensazione di superiorità percepita dai rivali ancora prima di entrare in campo.

Il giudizio di Becker assume un peso particolare proprio per il suo passato da grande interprete del servizio offensivo. Quando il tedesco parla di un giocatore “senza rivali”, il riferimento non riguarda soltanto il talento puro, ma anche la completezza tecnica raggiunta da Sinner negli ultimi mesi. La combinazione tra continuità da fondo campo, intensità mentale e rendimento al servizio viene indicata come la chiave della sua crescita definitiva. Le parole dell’ex campione tedesco rafforzano così l’idea di un giocatore arrivato a Parigi con uno status diverso rispetto alle stagioni precedenti, non più semplice favorito ma riferimento assoluto del torneo.

Tsonga racconta l’evoluzione del numero uno del mondo

Anche Jo-Wilfried Tsonga ha voluto soffermarsi sulla trasformazione vissuta da Sinner negli ultimi anni. L’ex tennista francese ha collegato il proprio addio al tennis con l’ascesa del campione azzurro, ricordando come i primi segnali del suo potenziale fossero già evidenti al momento del debutto ai massimi livelli. Tsonga, che nel corso della carriera ha affrontato generazioni diverse di campioni, ha spiegato come all’inizio Sinner fosse soprattutto un giocatore capace di colpire con grande potenza, mentre oggi il suo tennis sia diventato molto più completo e maturo.

Nel racconto dell’ex francese emerge soprattutto la rapidità con cui l’azzurro ha trasformato il proprio gioco, passando da promessa del circuito a numero uno del mondo nel giro di poche stagioni. L’evoluzione tecnica e mentale descritta da Tsonga si lega alle considerazioni di Becker e Courier, che vedono in Sinner un tennista ormai capace di incidere in ogni area del campo. A Parigi, dove il Roland Garros entra ora nella sua fase decisiva, le parole degli ex campioni contribuiscono ad alimentare l’immagine di un giocatore che arriva agli appuntamenti più importanti con un vantaggio psicologico evidente sugli avversari.

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