Caldo record a La Mecca, mille pellegrini morti: l'Egitto reagisce
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Redazione Esteri
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Il tradizionale pellegrinaggio islamico a La Mecca, in Arabia Saudita, ha avuto un tragico esito quest'anno. Oltre mille persone sono morte a causa delle temperature estreme durante l'Hajj, uno dei cinque pilastri dell'Islam che ogni musulmano adulto dovrebbe compiere almeno una volta nella vita.
La reazione dell'Egitto
Di fronte a questa tragedia, l'Egitto ha deciso di reagire. Il premier Mustafa Madbuli ha ordinato il ritiro delle licenze di 16 agenzie turistiche, accusate di aver spedito illegalmente molti pellegrini in Arabia Saudita. I responsabili di queste imprese saranno deferiti alla giustizia e dovranno pagare un'ammenda. I proventi delle multe saranno destinati al risarcimento delle famiglie dei pellegrini morti.
Le vittime
Un funzionario del Cairo ha dichiarato che più della metà delle vittime proveniva dall'Egitto. Tuttavia, Riyad, la capitale dell'Arabia Saudita, non ha ancora commentato quanto accaduto. La cifra tra ufficiali e non ufficiali sfiora le mille vittime.
La situazione in Tunisia
Anche in Tunisia la situazione è tesa. A seguito della strage di pellegrini, è stato rimosso il ministro degli Affari religiosi. Non sono state fornite ulteriori informazioni in merito.
La tragedia che ha colpito i pellegrini a La Mecca ha innescato una serie di reazioni a catena in diversi paesi. Mentre l'Egitto e la Tunisia stanno prendendo provvedimenti a livello nazionale, il mondo intero attende una risposta dall'Arabia Saudita. La questione rimane aperta e la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi della situazione.




