Bremer avvisa la Juve: “Sono sei stagioni che galleggiamo. Io ho 29 anni, voglio vincere”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Gleison Bremer, nel corso della conferenza stampa che ha preceduto la trasferta di Milano contro il Milan, ha scelto di non usare giri di parole, lanciando un messaggio che, per durezza e chiarezza, rischia di squarciare il clima di cauta trepidazione che circonda l’ambiente bianconero. Il difensore brasiliano, interpellato sulla situazione attuale della squadra, ha innanzitutto fotografato una realtà che definisce ormai cronica: “Sono sei stagioni che galleggiamo”. Una frase, quest’ultima, che suona come un atto di accusa nei confronti di una gestione sportiva incapace, a suo giudizio, di fare il salto di qualità decisivo. Bremer, che ha compiuto da poco 29 anni, ha poi aggiunto un’incisiva considerazione personale: “Io ho 29 anni, voglio vincere”. Con queste parole l’ex difensore del Torino ha messo nero su bianco un’urgenza che non ammette più rinvii, sottolineando come l’età incominci a diventare un fattore per uno che non ha ancora alzato trofei di primo piano in maglia bianconera.

L’obiettivo Champions e il valore della continuità

Dal punto di vista squisitamente tecnico, Bremer ha voluto legare il discorso vincolismo al breve termine: “Se vinciamo domani sarà quasi fatta per la Champions”. Un’affermazione che trasforma la partita contro il Milan in un vero e proprio spartiacque stagionale, considerato che un successo a San Siro blinderebbe di fatto il quarto posto, consentendo però alla Juve di guardare con un filo di ambizione anche al podio. “È importante avere continuità – ha spiegato il brasiliano – soprattutto di prestazioni e di vittorie. Sappiamo che non sarà una partita semplice”. Ha poi speso una battuta su Massimiliano Allegri, tecnico avversario e suo ex allenatore: “Allegri è un bravo allenatore, lo conosciamo bene, ma dovremo fare la nostra partita”. Nessuna nostalgia o tentennamento, bensì la lucida consapevolezza che i tre punti in palio valgono più di qualsiasi altra considerazione affettiva o di stima professionale.

La crescita sotto la guida del nuovo mister

Il difensore, nel prosieguo del suo intervento, ha voluto però anche tracciare un bilancio positivo del lavoro svolto con l’attuale guida tecnica, pur senza mai pronunciare giudizi complessivi sull’operato altrui. “La squadra sta crescendo – ha ammesso – col passare del tempo miglioriamo sempre di più. Il mister insiste tanto sulla nostra qualità, stiamo lavorando e questo si riflette sul campo. I suoi consigli sono importanti, sta facendo migliorare tutti e non solo me. Dal suo arrivo la squadra è cambiata tanto. Sta aumentando anche la nostra consapevolezza, individuale e di squadra”. Un mea culpa implicito, forse, sul rendimento altalenante delle precedenti annate, ma anche la dimostrazione che il gruppo ha recepito i nuovi dettami tattici. “Io mi trovo bene alla Juventus – ha ribadito – è importante tornare a vincere ed è quello che voglio cercare di fare”.

L’appello alla vittoria e i rimpianti del passato

Bremer non ha esitato a ribadire, con un’insistenza che non lascia spazio a interpretazioni equivoche, quale debba essere la bussola della società. “La Juventus sta galleggiando da troppi anni – ha tuonato –. Uno per essere considerato campione deve vincere, ed è quello che voglio fare. Ho 28 anni (poi corretto in 29, ndr), non ho ancora così tanto tempo. Non bisogna avere sempre l’obiettivo della Champions, bisogna vincere”. Una chiara messa in discussione delle priorità dirigenziali, troppo incentrate sulla qualificazione alla massima competizione europea e poco sulla costruzione di un ciclo vincente. Infine, sollecitato dai cronisti sulla presenza di eventuali rimpianti per scelte passate, il centrale brasiliano non ha cercato schermi protettivi: “Se ci sono rimpianti? Assolutamente”. Una chiosa secca, che conferma tutta la frustrazione per gli anni spesi, a suo avviso, a inseguire obiettivi minimi invece che le vette più ambite del calcio italiano e internazionale.

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