RockShox rivoluziona le sospensioni mtb con la piattaforma LinearXL
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il panorama delle sospensioni per mountain bike, specialmente per chi frequenta i trail più tecnici o si avventura nei bike park, ha ricevuto una scossa significativa. RockShox, marchio ormai storico del gruppo Sram, ha alzato il tiro presentando ufficialmente la nuova generazione di forcelle e ammortizzatori, un aggiornamento totale che coinvolge i modelli di punta come la Lyrik, la Zeb, il Super Deluxe e il Vivid Air. Ciò che rende questa evoluzione sostanziale non è un semplice restyling estetico, ma l’introduzione di una filosofia progettuale completamente inedita, battezzata con il nome di LinearXL. Si tratta, in sostanza, di un ripensamento radicale del comportamento della molla ad aria, con l’obiettivo dichiarato – come emerge dai comunicati stampa – di avvicinare le prestazioni delle moderne forcelle a quelle, storicamente più fluide e prevedibili, delle vecchie molle elicoidali.
L’anima della nuova zeb e lyrik: meno variabili, più controllo
Concentrandosi sulle regine dell’enduro e del gravity, la nuova Zeb (pensata per i rider più aggressivi e pesanti) e la Lyrik (leggermente più leggera e versatile) condividono ora lo stesso cuore pulsante. Il sistema LinearXL, abbinato al nuovo Air Annex (quella sorta di protuberanza che si nota sul fodero), modifica la gestione della compressione dell’aria all’interno degli steli. In pratica, mentre i vecchi sistemi tendevano a diventare iper-progressivi e imprevedibili nelle fasi finali della corsa – costringendo il rider a combattere con la forcella – la nuova architettura promette una curva di risposta più lineare e, soprattutto, dipendente dalla posizione della ruota e non dalla velocità con cui si comprime la sospensione.
A completare il quadro tecnologico troviamo il nuovo ammortizzatore Charger 3.2, la cartuccia idraulica che gestisce la compressione e l’estensione. Le regolazioni dell’alta e bassa velocità sono state rese indipendenti e più intuitive, grazie a quadranti numerati che permettono di replicare il setup perfetto senza perdere la memoria di quello che si è impostato la settimana prima. A livello meccanico, l’introduzione del pacchetto ButterWagonTech – che include le ormai note ButterCups (inserti in gomma per assorbire le vibrazioni) e nuove guarnizioni a basso attrito – serve a ridurre l’affaticamento sulle lunghe discese, un dettaglio non trascurabile quando si macinano chilometri in Nuova Zelanda o sui sentieri più accidentati delle Alpi.
Super deluxe e vivid air: la coppia posteriore si rifà il look
Il reparto marketing di RockShox ha lavorato sodo per sincronizzare l’anteriore con il posteriore. Se la forcella si evolve, l’ammortizzatore non può restare indietro. Il Super Deluxe, destinato ai trail e all’all-mountain, è stato completamente ridisegnato nella sua camera aria per aderire al concetto LinearXL. La pressione dell’IFP (pistone flottante interno) è stata ridotta del 40%, un intervento chirurgico che, come spiegano i tecnici, serve a migliorare la sensibilità ai piccoli urti senza sacrificare il supporto a metà corsa. Il rider percepisce meno resistenza iniziale quando l’ammortizzatore inizia a comprimersi, un aspetto cruciale per mantenere la trazione della ruota posteriore sui fondi sconnessi.
Per i più temerari, quelli che non temono i drop di fine stagione, arriva il nuovo Vivid Air. Pensato per l’enduro estremo e il downhill, questo ammortizzatore adotta ora il sistema ABO (Adjustable Bottom Out). Una ghiera esterna, facilmente raggiungibile, permette di regolare l’idraulica nell’ultimo 20% della corsa, evitando quel temuto "clonk" metallico del fondo corsa che spesso rovina una discesa perfetta. Anche in questo caso, il linguaggio di setup è stato uniformato a quello della forcella, con pomelli che riportano clic e numeri per comunicare senza ambiguità tra rider o meccanici.
L’impatto sul mercato e la semplicità d’uso
Un aspetto che trapela con insistenza dalle recensioni tecniche è il tentativo di RockShox di semplificare la vita all’utilizzatore finale. Per anni, configurare una sospensione ad aria è stato un incubo fatto di token, pressioni variabili e compromessi. Con le nuove serie Lyrik, Zeb, Super Deluxe e Vivid, l’azienda americana cerca di standardizzare l’esperienza. Avere un riferimento numerico sulla regolazione della compressione o sapere che l’ABO ha una scala di 5 posizioni toglie quel senso di incertezza che spesso portava i ciclisti a lasciare le impostazioni di default per paura di peggiorare la situazione.
Sul fronte pratico, la nuova Zeb mantiene la sua rigidità caratteristica grazie agli steli da 38 mm, mentre la Lyrik (ora disponibile anche con escursione da 170 mm per chi vuole una via di mezzo tra agilità e potenza) resta l’opzione regina per chi cerca un compromesso di peso. Tutti i modelli beneficiano di una maggiore attenzione ai dettagli di manutenzione: gli intervalli di service sono stati allungati e l’accesso alle camere d’aria è stato facilitato. Non si tratta quindi solo di correre più forte, ma di farlo spendendo meno tempo in officina.




