Genoa-Inter, il dominio nerazzurro passa dal Ferraris
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Redazione Sport
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La Serie A ha vissuto un pomeriggio intenso, dove gli scontri diretti per la vetta e per la salvezza hanno ridisegnato, seppur provvisoriamente, gli equilibri di una classifica sempre più compressa. Al centro dell'attenzione, il Luigi Ferraris di Genova, teatro di un confronto che, nelle intenzioni dei padroni di casa, avrebbe potuto interrompere una lunga serie negativa. L'Inter di Cristian Chivu, infatti, si presentava sul campo con un passato recente di assoluto favore nei confronti del Genoa, contro il quale non subiva una sconfitta in campionato da ormai diversi anni. Un trend, questo, che la squadra nerazzurra ha confermato anche nella gara odierna, imponendo fin dalle fasi iniziali il proprio ritmo di gioco e la propria superiorità tattica.
La partita prende subito la piega nerazzurra
La formazione di Chivu, schierata con il consueto 3-5-2 che vedeva in attacco la coppia formata da Lautaro Martinez e Pio Esposito, ha mostrato una chiara volontà di gestire le distanze, soffocando le manovre del Genoa nelle loro fasi di costruzione. Daniele De Rossi, dall'altra parte, cercava di continuare il suo positivo momento in panchina, viaggiando a una media punti che lo collocava tra i tecnici più efficaci del torneo in questa porzione di stagione. I primi minuti, tuttavia, hanno subito chiarito le gerarchie in campo: l'Inter, più aggressiva e precisa, ha trovato la via del gol con Yann Bisseck, il quale ha finalizzato un'azione ben orchestrata dai compagni. Il vantaggio, per i visitatori, non è stato che il preludio a un ulteriore giro di boa, siglato ancora una volta da un uomo cardine dell'attacco nerazzurro, Lautaro Martinez, che ha così chiuso di fatto la prima frazione di gioco sul punteggio di 0-2.
Un pareggio che per il Genoa sembra una chimera
Il secondo tempo ha visto un Genoa costretto a tentare una reazione, pur sapendo di doversi esporre contro una squadra particolarmente abile nel controllo e nei contrattacchi. La statistica, d'altronde, parlava chiaro: i rossoblù non battevano l'Inter in Serie A da quel lontano febbraio 2018, un periodo durante il quale si erano alternati nove successi nerazzurri e tre soli pareggi. Proprio i pari, tuttavia, avevano caratterizzato le ultime tre trasferte interiste al Ferraris, facendo sorgere in alcuni la speranza di un risultato analogo. La gara odierna, invece, ha interrotto quella sequenza, dimostrando come la squadra di Chivu abbia ormai costruito una solidità di gruppo che le permette di affrontare con determinazione anche le trasferte più complicate, gestendo il possesso palla e le fasi di non possesso con uguale efficacia.
L'altro scontro diretto per la salvezza
Parallelamente, un altro scenario di grande tensione si è aperto in serata al Via del Mare, dove il Lecce ha affrontato il Pisa in una sfida che valeva molto più di tre semplici punti. Entrambe le formazioni, infatti, provenivano da risultati negativi e cercavano disperatamente una vittoria per prendere le distanze dalla zona calda della classifica. Lo scontro diretto, in questi casi, assume un peso specifico enorme, trasformandosi spesso in un testa a testa psicologico oltre che tecnico. I padroni di casa, sconfitti nell'ultimo turno, puntavano a ritrovare il muro difensivo che li aveva caratterizzati nelle prime gare, mentre i toscani dovevano dimostrare di aver metabolizzato le recenti battute d'arresto contro avversari di rango. Un match, questo, la cui posta in gioco è la permanenza nella massima serie, un obiettivo che rende ogni azione, ogni recupero, ogni occasione da gol, un momento decisivo per il futuro dell'intera stagione.




