Tragedia sulla Sassari-Olbia, i sindaci: «Servono barriere contro cinghiali e animali vaganti»
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Redazione Interno
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Era da poco scoccata la mezzanotte quando Ciriaco Meloni, un ortopedico di Bitti di appena quarantaquattro anni, ha imboccato la Statale 597 in direzione della Gallura, a bordo della sua Fiat Panda. Dopo aver percorso pochissimi chilometri, all'altezza di Ploaghe, l'auto del medico si è scontrata violentemente con un cinghiale che gli ha tagliato la strada, un impatto inevitabile e dalle conseguenze letali. L'incidente, che ha stroncato la vita del professionista, rappresenta il quinto scontro fra un'auto e un cinghiale registrato da inizio novembre, nonché il terzo in soli tre giorni consecutivi, un dato che delinea un'escalation di eventi luttuosi e pericolosi.
Un problema che non conosce confini
La tragedia che ha coinvolto Ciriaco Meloni ha riacceso con forza un dibattito, mai veramente sopito, sulla sicurezza stradale nell'isola. Il pericolo, come sottolineano molti, non è circoscritto a zone specifiche o a tratti di strada particolarmente isolati; non esiste, infatti, un confine netto che separi territori a rischio da altri considerati immuni. Ovunque, infatti, è concreto il rischio di imbattersi in ungulati, cervi, cani, ovini e bovini che, vagabondando liberamente, superano i limiti dei loro spazi abituali per invadere la sede stradale. Le conseguenze di questi incontri, spesso fatali, non riguardano soltanto gli animali investiti, ma soprattutto gli automobilisti che, colti di sorpresa, raramente hanno la possibilità di evitare lo schianto.
L'appello delle amministrazioni locali
Proprio per scongiurare il ripetersi di simili disgrazie, numerosi sindaci hanno lanciato un appello accorato, chiedendo a gran voce l'implementazione di misure di sicurezza immediate ed efficaci. «Basta tragedie», è il monito che risuona dalle amministrazioni locali, le quali, condividendo un sentimento di frustrazione e preoccupazione ampiamente diffuso anche fra gli automobilisti, chiedono interventi strutturali per contrastare il pericolo rappresentato dalla fauna vagante. La richiesta principale, avanzata con insistenza, è quella di installare barriere e dissuasori lungo i tracciati più critici, infrastrutture che possano fisicamente impedire agli animali di accedere alla carreggiata e di creare situazioni di estremo pericolo.
Una questione di sicurezza pubblica
L'urgenza di trovare una soluzione definitiva a un problema che periodicamente si ripresenta con esiti drammatici trasforma la questione da semplice emergenza stradale a una vera e propria priorità di sicurezza pubblica. L'episodio mortale sulla Sassari-Olbia non è che l'ultimo, tristemente emblematico, di una serie inquietante che vede le strade sarde trasformate in luoghi di potenziale conflitto tra uomo e fauna. La mobilitazione dei primi cittadini, se da un lato riflette lo sgomento per un lutto che ha colpito profondamente la collettività, dall'altro evidenzia la necessità di passare dalle parole ai fatti, attivando tutte quelle procedure che possano garantire una circolazione più sicura per chiunque percorra le arterie dell'isola.




