L’ombra di Mass Effect si allunga su Exodus, il nuovo filmato gameplay conferma le ambizioni di Archetype
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A distanza di oltre due anni dal primo annuncio, Archetype Entertainment ha finalmente rimesso sotto i riflettori Exodus, l’action RPG fantascientifico che molti osservatori, non senza una certa cautela dettata dall’alto tasso di aspettativa, hanno già iniziato a tratteggiare come il possibile erede spirituale di quella che fu la trilogia di Mass Effect. Il nuovo filmato, diffuso nelle scorse ore, rappresenta il primo assaggio concreto del progetto, spostando l’attenzione dai teaser evocativi a una dimostrazione più strutturata del gameplay, alternando sequenze di combattimento ad ambientazioni che iniziano a delineare la complessità narrativa e visiva dell’universo immaginato dallo studio.
Ambizioni e combattimenti, tra Lyonesse e la difesa orbitale dei Celestial
La presentazione si apre con una fase iniziale dell’avventura, ambientata nei pressi di Lyonesse, dove il protagonista Jun – affiancato da Tom ed Elise – viene coinvolto in un intenso scontro a fuoco. È in questa circostanza che emergono i primi elementi distintivi del sistema di gioco: l’arsenale a disposizione del giocatore appare variegato, con armi dotate di funzioni specifiche che suggeriscono una progettazione orientata ad affrontare minacce diversificate. La sequenza, nel suo svolgersi, mette in luce una certa attenzione alla copertura e alla sinergia tra i membri del gruppo, con Elise che agisce nei panni della guardia del.
Khonsu, la stazione celestiale che fa da sfondo a un’estetica già rifinita
Il video si sposta poi su un contesto diametralmente opposto, abbandonando la superficie per sollevarsi verso l’orbita del pianeta Lidon. Qui ha luogo la seconda porzione del gameplay, ospitata all’interno di Khonsu, una piattaforma difensiva dalla foggia imponente costruita dai misteriosi Celestial, una delle fazioni attorno a cui ruota la mitologia del gioco. Le sequenze che si susseguono mostrano un’estetica già piuttosto rifinita nonostante lo sviluppo sia ancora in corso, con ambienti che giocano sulla scala monumentale tipica del genere e una direzione artistica che non nasconde l’ammirazione per i canoni della space opera classica. Il combattimento, anche in questo frangente, mantiene un ritmo serrato, alternando momenti di esplorazione a scontri in cui il posizionamento e l’uso contestuale delle abilità sembrano ricoprire un ruolo centrale.
Un’attesa di due anni e tre mesi per il primo assaggio concreto
L’uscita di questo nuovo materiale segna una tappa significativa nel percorso di comunicazione del Titolo, interrotto da un silenzio durato esattamente due anni e tre mesi. Se il primo annuncio aveva gettato le basi per un’opera ambiziosa, questo filmato – seppur breve – offre finalmente un riscontro visivo alle promesse iniziali, confermando l’intenzione dello studio di Archetype di posizionare Exodus come un pilastro nel panorama degli action RPG fantascientifici. Le ambientazioni, dai paesaggi di Lyonesse agli spazi più asettici e tecnologici di Khonsu, rivelano una varietà che lascia intendere un’architettura di gioco non lineare, mentre la presenza di personaggi ricorrenti, come Jun ed Elise, suggerisce una narrazione costruita attorno a dinamiche di gruppo e scelte, elemento quest’ultimo che ha storicamente caratterizzato i massimi esponenti del genere.
Il debutto è previsto per il 2027, con McConaughey nel cast
Exodus è attualmente in fase di sviluppo per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, con una finestra di lancio fissata per il corso del 2027. A impreziosire ulteriormente il progetto, come già noto in precedenza, è la partecipazione di Matthew McConaughey, la cui presenza nel cast contribuisce ad alimentare l’interesse attorno a un’opera che, a giudicare da quanto mostrato, sta cercando di ritagliarsi uno spazio autonomo senza rinnegare gli illustri precedenti che ne ispirano la costruzione. L’attenzione ai dettagli nelle animazioni, la cura nell’articolazione degli scontri e la caratterizzazione degli scenari restituiscono l’immagine di uno studio che sta procedendo con una chiara linea direttrice, forte di un’eredità – quella dei vecchi BioWare – che pesa inevitabilmente sulle aspettative.




