Julio Velasco: "Yamal e Pedri in Italia non giocherebbero, troppa sfiducia nei giovani"
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Redazione Sport
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Julio Velasco, ct della nazionale italiana di volley femminile, non usa mezzi termini quando analizza il rapporto tra il calcio italiano e i giovani talenti. "Lamine Yamal in Italia credo che non giocherebbe. Soprattutto non avrebbe giocato un anno fa", ha dichiarato, riferendosi al fenomeno del Barcellona, esploso a soli 16 anni. Lo stesso discorso vale per Pedri, centrocampista blaugrana che a 18 anni era già titolare in una delle migliori squadre al mondo. "Nel nostro Paese c’è un po’ di sfiducia nei giovani, non sono mai pronti", ha aggiunto Velasco, sottolineando come l’esterofilia giochi un ruolo determinante.
Le parole del tecnico argentino, che in passato ha guidato con successo la nazionale maschile di volley, arrivano in un momento di riflessione sull’approccio italiano allo sviluppo dei talenti. "Anche in Serie A", ha precisato, "manca quella fiducia che all’estero permette a ragazzi così giovani di emergere". Un problema culturale, dunque, che non riguarda solo il calcio ma più in generale lo sport italiano, spesso restio a scommettere su atleti poco più che adolescenti.
Velasco ha poi affrontato un altro tema spinoso, quello delle convocazioni in nazionale. Parlando delle quattro giocatrici che hanno rifiutato la chiamata, ha chiarito la sua posizione: "Rispetto la scelta, ma nessuno pensi che ogni anno si possa decidere se venire o no". La sua linea è netta: "È una porta quasi chiusa, non dico sempre, ma quasi". Un’eccezione? "Se parliamo di Diego Maradona, le eccezioni sono cinque. Se parliamo di me, sono zero".
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