La rara malattia del padre e il dolore di Natasha Stefanenko a “Verissimo”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il racconto del dolore, quando si tratta di una perdita annunciata ma non per questo meno devastante, trova spazio nel salotto pomeridiano di Canale 5. Ieri, 18 aprile, Natasha Stefanenko è stata ospite di Silvia Toffanin a “Verissimo”, e l’intervista si è trasformata in un momento di cruda confessione intima. La showgirl, interrompendosi più volte per la commozione, ha voluto condividere gli ultimi, difficili mesi di vita del padre Boris, scomparso il 28 marzo. A ucciderlo, come lei stessa ha spiegato, non è stato un evento improvviso bensì una malattia neurodegenerativa rara e senza scampo: la paralisi sopranucleare progressiva, meglio nota con l’acronimo PSP.
Una malattia che blocca il respiro, tra cadute all’indietro e la saliva che uccide
“Mio papà – ha raccontato Stefanenko, cercando di tenere a bada l’emozione – aveva una malattia parkinsoniana rara, una cosa quasi irreale, assurda”. La PSP, a differenza del più comune morbo di Parkinson, presenta un quadro clinico più aggressivo e inesorabile. La modella russa lo ha descritto con una precisione che lascia trasparire l’orrore quotidiano vissuto accanto al genitore: “Non riesci a deglutire, quindi la saliva ostruisce il passaggio e prendi infezioni”. La paralisi muscolare progressiva, che colpisce in particolare i muscoli oculari e quelli del tronco, espone chi ne è affetto a cadute frequenti all’indietro, una caratteristica distintiva di questa patologia. “Papà è morto per le conseguenze di questa malattia”, ha ribadito lei, sottolineando come non esistano terapie per arrestarla.
Nove anni di resistenza e una rarità che si aggiunge al dolore
Il, insomma, si blocca lentamente. La PSP provoca una rigidità muscolare molto forte che, nel giro di sei-dieci anni, conduce progressivamente alla morte. Nel caso di Boris Stefanenko, la resistenza è stata lunga: nove anni. Un dato che, se da un lato testimonia la sua tenacia, dall’altro ha prolungato l’agonia sua e dei familiari. La malattia rientra in quel gruppo eterogeneo di disturbi un tempo chiamati “Parkinson-plus”, proprio perché al tremore classico si aggiungono sintomi ulteriori e più invalidanti. Tra questi figurano, oltre alla PSP, l’atrofia multisistemica, la degenerazione cortico-basale, la demenza a corpi di Lewy e il parkinsonismo vascolare. La rarità della diagnosi – ha spiegato Stefanenko – ha reso tutto ancora più surreale, quasi assurdo, come se la famiglia si fosse trovata a combattere contro un nemico di cui nessuno conosceva davvero le regole.




