Cina valuta invio truppe in Ucraina, mentre tensioni infiammano il Libano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La Cina starebbe valutando l’ipotesi di unirsi alla cosiddetta coalizione dei volenterosi, un gruppo di paesi europei che potrebbero inviare forze di peacekeeping in Ucraina qualora venisse raggiunto un accordo di pace tra Kiev e Mosca. A rivelarlo è il giornale tedesco Welt am Sonntag, che cita fonti diplomatiche europee secondo le quali Pechino avrebbe già avviato sondaggi informali a Bruxelles per capire se il suo coinvolgimento sia considerato auspicabile dall’Unione Europea. Sebbene la posizione cinese sia stata tradizionalmente cauta rispetto al conflitto in Ucraina, questa mossa potrebbe segnare un significativo cambio di rotta, aprendo scenari inediti nel contesto geopolitico internazionale.
Intanto, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha lanciato un monito contro il protezionismo, definendolo una “nuova nube” che si addensa all’orizzonte. Il richiamo arriva in un momento in cui le tensioni commerciali globali, alimentate da dazi e barriere, rischiano di compromettere ulteriormente la già fragile stabilità economica. Le parole di Mattarella sembrano riflettere una preoccupazione diffusa tra i leader europei, che guardano con apprensione alle dinamiche internazionali, dove gli interessi economici si intrecciano sempre più con quelli strategici e militari.
Nel frattempo, il Libano è tornato al centro delle cronache per l’escalation di violenze nel sud del Paese. L’esercito israeliano ha condotto una serie di attacchi contro obiettivi di Hezbollah, in risposta al lancio di tre razzi provenienti dal territorio libanese, intercettati dall’Aeronautica militare israeliana nelle prime ore della mattinata. Gli scontri, che rischiano di destabilizzare ulteriormente un’area già segnata da tensioni, hanno riacceso i riflettori sul ruolo di Hezbollah, considerato da Israele una minaccia diretta alla propria sicurezza.
Sul fronte delle relazioni internazionali, un’altra dinamica sembra prendere forma tra Stati Uniti, Russia e Cina. Secondo alcune fonti, l’amministrazione Trump starebbe cercando di avvicinare Mosca a Washington, con l’obiettivo di indebolire il legame tra la Russia e la Cina, quest’ultima vista come il principale avversario economico degli Stati Uniti. Questa strategia, che ha generato non poche preoccupazioni tra i funzionari americani, potrebbe avere ripercussioni significative sugli equilibri globali, ridisegnando alleanze e rivalità in un contesto già complesso.




