Darderi vola agli ottavi di Roma: “Zverev? Sono più maturo rispetto a due anni fa”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luciano Darderi, testa di serie numero 18 del tabellone maschile, ha dimostrato una maturità tattica e psicologica raramente vista in passato, completando una rimonta clamorosa contro lo statunitense Tommy Paul che lo proietta per la prima volta agli ottavi di finale di questo Masters 1000. Sotto di un set e addirittura sotto break nella seconda frazione (3-6, 1-3), l’italo-argentino ha innestato la marcia più alta, assemblando una sequenza di nove game consecutivi che ha letteralmente riscritto la storia di una gara sembrata ormai compromessa. Il punteggio finale di 3-6, 6-3, 6-2, maturato in due ore e ventitré minuti di gioco, racconta solo in parte l’equilibrio sostanziale di una sfida in cui la svolta è arrivata proprio quando la tensione avrebbe potuto divorare ogni velleità di rimonta.

L’analisi di una rimonta costruita nei dettagli

Al termine del match, in zona mista, il tennista classe 2002 ha confessato le difficoltà iniziali, ammettendo che l’approccio alla partita non era stato quello giusto: “Nei primi game ero molto teso e non riuscivo a giocare il mio tennis. Tommy, dall’altra parte, stava giocando in maniera fantastica e sbagliava pochissimo sia con il dritto che con il rovescio”. Dopo aver concesso il break nel terzo game del secondo set, il rischio di una débâcle veloce era concreto. Eppure, il 24enne di Villa Gesell ha trovato la forza di restare aggrappato al match, sfruttando anche il sostegno decisivo del pubblico romano per cambiare marcia. “Quando ho rifatto il break sul 3-3 mi sono caricato e ho preso fiducia – ha raccontato –. Sentivo che avrei potuto vincere”.

La sfida con Zverev e la crescita personale

Ad aspettarlo ora c’è un ostacolo di dimensioni considerevoli: al secondo turno (o ottavi di finale) troverà Alexander Zverev, testa di serie numero 2 del torneo e reduce da una vittoria netta su Blockx. I due si erano già incrociati proprio sulla terra romana due estati fa; ma l’azzurro ha voluto sottolineare come il contesto e il suo stato di forma siano oggi profondamente diversi. “Abbiamo giocato qui due anni fa – ha ricordato Darderi – ma sarà sicuramente un’altra partita dopo due anni di esperienza in più per me. La pressione c’è sempre, ma mi sento più maturo in campo. Una partita come quella di oggi, due anni fa, non l’avrei mai vinta”. Parole che testimoniano una consapevolezza acquisita gara dopo gara, frutto di un percorso di crescita fisica (oggi sta meglio rispetto al passato) e di un bagaglio di incontri ATP che gli permettono di gestire le energie mentali anche nei momenti di difficoltà.

La giornata amara di Cocciaretto

Se il giorno è stato da incorniciare per il movimento maschile, non si può dire lo stesso per il settore femminile. Elisabetta Cocciaretto, infatti, non ha avuto scampo contro la potenza devastante di Iga Swiatek. La polacca, numero 3 del mondo, non ha lasciato scampo all’azzurra, imponendosi con un perentorio 6-1, 6-0 in poco più di sessanta minuti di gioco. Una prestazione quella di Swiatek che lascia poco spazio alle interpretazioni: dominatrice a rimbalzo e chirurgica al servizio (86% di punti vinti con la prima palla), la tennista polacca ha concesso una sola palla break per tutto l’incontro, dimostrando perché sulla terra battuta resti una delle avversarie più temibili del circuito. Per Cocciaretto, visibilmente condizionata da un problema fisico che ne ha limitato gli spostamenti e la reattività, l’uscita di scena lascia comunque l’amaro in bocca per non aver potuto lottare alla pari con una delle candidate principali al titolo.

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