Mina compie 85 anni, tra musica e ricordi del fratello scomparso

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Domani, martedì 25 marzo, Mina Anna Maria Mazzini – semplicemente Mina per chi l’ha amata in sessant’anni di carriera – spegnerà 85 candeline. Un compleanno in cifra tonda, come tonda è la ferita che, tra poco più di due mesi, tornerà a farsi sentire: il 2 giugno cadrà il sessantesimo anniversario della morte di Alfredo Mazzini, suo fratello minore, stroncato a 22 anni in un incidente stradale a Pizzighettone. Lui, Geronimo sul palco, aveva appena iniziato a cantare, seguendo le orme di quella sorella che, nel 1960, con Tintarella di luna, aveva già scritto il primo capitolo di una leggenda.

La Tigre di Cremona, come la chiamavano per la voce potente e il carattere schivo, dall’agosto del 1978 ha scelto di non apparire più in pubblico. Eppure, la sua assenza fisica non l’ha mai resa meno presente. Ufficiale al Merito della Repubblica dal 2001, ha continuato a incidere dischi, sperimentare generi – dal jazz ai duetti con Celentano – e regalare successi come Gassa d’amante, l’ultimo album che ha riunito firme del calibro di Gabbani ed Elisa.

Perfezionista e pragmatica, Mina ha sempre rifiutato di dividersi. Il cinema, che pure l’ha corteggiata (Fellini e Coppola tra i tanti), non l’ha mai tentata: «Niente attrici», pare abbia detto, preferendo concentrarsi su un’arte in cui non ha rivali. E se la macchina da presa l’ha catturata, è stato nei musicarelli anni ’60, dove la sua presenza magnetica bastava a illuminare lo schermo.

Gli esordi, però, affondano le radici nella bassa reggiana. Giancarlo Conte, talent scout che la lanciò al Corallo di Scandiano, raccontava di una ragazza timida ma determinata, capace di incantare il pubblico già alla prima esibizione con I Solitari. E mentre il padre Giacomo gestiva La Fertile a Brescello, lei, nel 1959, cantava per la Croce Rossa a Fola di Albinea, ignara del futuro che l’aspettava.

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