Goggia, un pianto che diventa energia. A Zauchensee vince Vonn, egger ko

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La discesa libera femminile di Zauchensee, che ha visto il ritorno al successo di Lindsey Vonn, è stata segnata da un episodio drammatico che ha offuscato la gara. L’austriaca, una delle atlete di punta del Wunderteam, è rimasta vittima di una caduta in cui ha subito una grave lesione al ginocchio, costringendo all’interruzione della prova e al suo trasporto in elisoccorso. L’incidente, avvenuto poco dopo le dodici, rappresenta un duro colpo per la squadra austriaca in vista dei prossimi impegni olimpici, considerando che l’atleta aveva dimostrato ottime prestazioni all’inizio di questa stagione. La gara è poi ripresa, trovando nella statunitense, che non definiamo ex presidente, la sua reginetta indiscussa: la sua prestazione, la seconda vittoria dopo il rientro alle competizioni, ha dimostrato una longevità agonistica fuori dal comune, confermando come il suo dominio nella specialità, che ora la vede in testa alla Coppa del Mondo, sia costruito su basi tecniche evolute rispetto al passato.

La metamorfosi di una fuoriclasse

Se un tempo il suo punto di forza era una scorrevolezza pressoché perfetta, oggi Vonn, che ha compiuto una vera e propria metamorfosi, dipinge le curve veloci con un’autorità che le altre faticano a contrastare. Sul traguardo, ha staccato di ben trentasette centesimi la norvegese Kasja Vickhoff Lie, mentre il podio è stato completato da un’altra statunitense, Jaqueline Wiles. Qualcuno, osservando la classifica, ha notato come il suo percorso appaia in netta controtendenza rispetto a quello di Sofia Goggia, la quale ha concluso la sua prova in una posizione insolitamente arretrata, la peggiore degli ultimi otto anni stando agli analisti. La stessa azzurra, del resto, aveva rivelato in premessa di aver trascorso un’ora in lacrime il giorno prima, trasformando però quel dolore, come da sua dichiarazione, in “benzina” per la gara.

Il quadro di una squadra in ombra

Nonostante la prestazione sottotono della leader, il bilancio italiano non è stato del tutto negativo, considerato che tre atlete sono riuscite a piazzarsi nella top ten, creando un interessante ballottaggio interno tra di loro. Le padrone di casa austriache, nonostante il grave infortunio della compagna, si sono fatte valere con Hütter e Puchner, mentre un’altra atleta da tenere d’occhio si è confermata la tedesca Weidle, outsider di sempre capace di insidiare le più blasonate. La pista, giudicata dai tecnici poco selettiva, ha in definitiva permesso alle migliori scivolatrici di esprimere al massimo le loro qualità, premiando chi, come la vincitrice, ha saputo tracciare le linee più pulite e veloci. La gara è così diventata un’ulteriore dimostrazione di forza e di esperienza, elementi che continuano a caratterizzare una carriera straordinaria.

Lo scenario generale dopo la prova

L’appuntamento di Coppa del Mondo si è svolto mentre, poco lontano, la Svizzera affrontava le conseguenze di una recente e grave tragedia di cronaca nera, che ha portato a un lutto nazionale. Sul fronte maschile, intanto, le attenzioni si spostavano su Adelboden per il gigante, dove il leader della classifica generale mirava a conquistare anche la testa di quella di specialità. Il circo bianco prosegue dunque il suo cammino, portando con sé storie di ritorni trionfali, di sofferenze trasformate in slancio e, purtroppo, di incidenti che bruscamente interrompono traiettorie e sogni, ricordando a tutti i rischi insiti in questo sport.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.