Liam Neeson, il ricordo di Natasha Richardson e la nuova storia con Pamela Anderson

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   «Fu bellissimo innamorarmi di lei». Sono parole semplici, quasi sussurrate, quelle che Liam Neeson ha dedicato a Natasha Richardson, la moglie scomparsa nel 2009 dopo un incidente sugli sci a Mont Tremblant, in Canada. I due si erano sposati nel 1994, dopo un incontro fulmineo, costruendo una vita insieme lontano dai riflettori, a Millbrook, nello Stato di New York, dove avevano scelto di crescere i figli Michael e Daniel. Quella che doveva essere una vacanza si trasformò in tragedia quando Richardson, allora quarantacinquenne, cadde battendo la testa: un trauma apparentemente banale che si rivelò letale.

A distanza di anni, Neeson sembra aver ritrovato un equilibrio sentimentale accanto a Pamela Anderson, con cui ha condiviso il set del reboot di Una pallottola spuntata. La notizia della loro relazione, rilanciata da People, ha sorpreso molti, data la distanza tra i due: lui, settantatreenne irlandese dal passato di attore drammatico, poi approdato a ruoli d’azione stereotipati; lei, cinquantottenne ex simbolo sexy di Baywatch, oggi impegnata in battaglie animaliste e politiche.

Quel «Love is in the air» postato da Anderson sui social ha alimentato le speculazioni, anche se c’è chi sospetta una trovata promozionale. Ma al di là delle illazioni, ciò che colpisce è la discrezione con cui Neeson ha sempre gestito il dolore per la perdita della moglie, raramente commentando pubblicamente quel vuoto. Eppure, in poche frasi, ha racchiuso l’essenza di un legame che, nonostante il tempo e la fatalità, resta intatto nella memoria.

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