Tim Burton e Monica Bellucci scatenano il delirio al Giffoni 55
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non bastavano i 38 gradi che venerdì 25 luglio hanno infuocato la Cittadella del Cinema: l’arrivo di Tim Burton, accompagnato da Monica Bellucci, ha alzato ulteriormente la temperatura del Giffoni Film Festival, trasformando l’attesa in un’euforia collettiva. Vestiti entrambi di nero, il regista e l’attrice hanno percorso il blu carpet sotto gli applausi di quasi mille ragazzi, molti dei quali in fila da ore pur di catturare un selfie o un autografo. «È un momento storico per noi», ha commentato uno dei presentatori, «non credo ci sia mai stata un’accoglienza così».
Burton, premiato con il Truffaut dal fondatore Claudio Gubitosi, è stato senza dubbio il protagonista assoluto di questa 55esima edizione. «Grazie, grazie», ha detto in un italiano approssimativo ma sincero, rivolto alla folla. «È bellissimo e terrificante essere qui di fronte a voi. Questo è un festival speciale. Anche io ero come voi: da ragazzino mi sentivo un filmmaker, e qui troverete l’energia giusta per realizzare i vostri progetti». Parole che hanno scatenato un nuovo boato, mentre i giovani cinefili lo acclamavano come un’icona.
L’occasione era doppia: oltre a celebrare la carriera del regista, l’incontro ha permesso di anticipare la seconda stagione di Mercoledì, la serie Netflix il cui primo blocco di episodi debutterà il 6 agosto. «Spero di riuscire a mostrarvi tutte le sfaccettature di questo personaggio», ha aggiunto Burton, strizzando l’occhio a un pubblico che, evidentemente, già lo adora.
Se il cineasta ha conquistato con la sua timidezza trasformatasi in complicità, Monica Bellucci ha fatto parlare di sé per un’eleganza senza tempo. A 60 anni, l’attrice ha scelto un total black ravvivato da un dettaglio di lingerie in tulle, che affiorava dalla camicia di raso: un tocco audace ma mai volgare, perfetto per chi, come lei, sa ridefinire la sensualità senza bisogno di eccessi. Un’immagine che ha trasformato il red carpet in una passerella, dimostrando come stile e sostanza possano convivere.




