Leclerc domina le libere in Messico, mentre nove rookie fanno il loro esordio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'attesa dopo la bandiera a scacchi del Texas è stata decisamente breve, con la Formula 1 che è già tornata in pista per il ventesimo appuntamento stagionale, il Gran Premio di Città del Messico, un weekend notoriamente complesso a causa delle alte temperature e della rarefazione dell'aria dovuta all'altitudine. A imporsi nella prima sessione di prove libere è stato Charles Leclerc, il quale, a bordo della sua Ferrari, ha spiccato il miglior tempo, un 1'18"380, con le gomme soft; un risultato che, seppur lusinghiero, va preso con le pinze, considerando che la pista era veramente molto sporca e che, per fare un paragone, l'anno scorso George Russell era arrivato a un 1'17"998. Non è un caso, del resto, che nove delle dieci squadre abbiano colto l'occasione per sostituire un pilota titolare con un rookie, sfruttando appieno la regola che obbliga i team a concedere ai giovani piloti sotto contratto almeno due sessioni di prove libere durante la stagione.

Il lavoro silenzioso della Ferrari con Antonio Fuoco

Mentre Leclerc si concentrava sul tempo veloce, l'altra SF-25, quella abitualmente guidata da Lewis Hamilton, è stata affidata ad Antonio Fuoco, un pilota che vanta nel suo palmarès la vittoria di una 24 Ore di Le Mans. Il calabrese, però, non è stato impegnato nella ricerca della prestazione pura, ma è stato sfruttato per una sessione di lavoro molto intensa, dedicata alla raccolta di dati e alla comprensione del comportamento della vettura in condizioni ambientali così particolari, un compito che niente aveva a che fare con i giri di qualifica e che rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo del weekend.

Un palcoscenico per i giovani: Antonelli secondo e tanti nuovi volti

A completare una prima fotografia di sessione inaspettata, con ben nove rookie in pista, è stato il secondo tempo di Kimi Antonelli, che ha preceduto Nico Hülkenberg. Quarto, e primo tra i piloti titolari regolarmente in lotta per il titolo mondiale, si è piazzato Oscar Piastri, il quale ha preso parte alla sessione a differenza dei suoi diretti rivali Lando Norris e Max Verstappen; questi ultimi, infatti, hanno lasciato le proprie monoposto rispettivamente a Patricio O’Ward e Arvid Lindblad, due dei giovani che hanno popolato il tracciato messicano, offrendo uno spettacolo inconsueto e gettando uno sguardo sul futuro di questo sport.

Un venerdì di assestamento per il mondiale

La sessione, nel suo complesso, ha quindi avuto un duplice volto: da un lato ha permesso di vedere in azione una generazione di piloti emergenti, molti dei quali per la prima volta al volante di una vettura di Formula 1 in un weekend di Gran Premio, e dall'altro ha offerto ai team un'importante opportunità per testare le proprie macchine su un circuito che richiede configurazioni specifiche per la gestione del carico aerodinamico e del raffreddamento. I tempi, come spesso accade il venerdì, specialmente in una pista che migliora rapidamente con il passaggio delle gomme, contano relativamente, ma l'ordine in cui si sono disposte le vetture fornisce ugualmente alcuni indizi sulle potenzialità di ciascuna in questo inizio di weekend.

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