Vestiti, scarpe e accessori: per le grandi imprese scatta divieto distruzione invenduti

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OglioPoNews ECONOMIA

(Adnkronos) – Da domani le grandi imprese del settore tessile non potranno più distruggere capi di abbigliamento, scarpe o accessori invenduti o restituiti dai consumatori, e dovranno favorire il riutilizzo, il riciclo e la donazione di tali prodotti dandogli una seconda vita. Lo ricorda Assoutenti, che sottolinea come la novità interesserà in prima istanza le grandi aziende, e dal 2030 le medie imprese. (OglioPoNews)

Ne parlano anche altre testate

ROMA – Stop alla distruzione di abiti, borse e scarpe invendute: da domenica 19 luglio entreranno in vigore per le grandi aziende le norme del Regolamento sulla progettazione ecosostenibile dei prodotti. (la Repubblica)

Lo stabilisce il Regolamento UE 2024/1781, l’Espr, per le grandi imprese del tessile: capi, accessori e calzature. Dal 19 luglio 2026 distruggere l’invenduto è vietato. (pambianconews.com)

Se l’abito comprato online non calza a pennello, si restituisce senza pensarci troppo. Ascolta: Gabriele Salvatores e l'intelligenza artificiale: le macchine sono tecnica (anche straordinaria), gli uomini sorprendono Quando i ritmi impellenti del mondo della moda spingono a produrre più del necessario, le aziende spesso scelgono l’alternativa più semplice: distruggere i capi in magazzino. (Il Messaggero)

Moda, regolamento Ue vieta da domani di distruggere capi abbigliamento invenduti

L'Unione europea detta nuove regole nell'ambito della moda e del fashion e dal 19 luglio obbliga le grandi aziende a non distruggere più gli abiti, gli accessori e le calzature invenduti. (Tgcom24)

Ricicla.tv ha visionato i documenti che accompagnano l’ultima bozza di decreto per l’introduzione della responsabilità estesa del produttore nel settore tessile. La gestione del sistema potrebbe costare oltre 53 milioni di euro l’anno. (Ricicla News)

Dal 19 luglio 2026 le grandi imprese europee del tessile e della moda non potranno più distruggere i prodotti invenduti. Lo impone il Regolamento Ue sull’Ecodesign for Sustainable Products (ESPR), che vieta la distruzione di abbigliamento, calzature, cappelli e accessori rimasti invenduti o restituiti. (RaiNews)