Rinunce di massa tra presidenti e scrutatori nei seggi siciliani: la situazione si risolve

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le elezioni europee in Sicilia sono state caratterizzate da un fenomeno inaspettato: una valanga di rinunce tra presidenti di seggio e scrutatori. Questo fenomeno ha interessato soprattutto Palermo, ma anche altri capoluoghi dell'Isola. La corsa contro il tempo per sostituire gli assenti e garantire l'insediamento dei seggi e l'inizio delle operazioni è stata frenetica.

Nonostante le difficoltà, i seggi a Palermo per le elezioni europee sono stati aperti regolarmente. Tutti i presidenti di seggio erano ai loro posti, tranne che in due sezioni. "Stiamo continuando a lavorare – ha dichiarato l'assessore Dario Falzone – Ma nelle prossime ore sono certo che anche in queste due sezioni tutto inizierà regolarmente". Alcuni scrutatori mancavano ancora, ma il seggio può aprire anche con un solo componente.

In questa tornata elettorale, il rischio che scrutatori e presidenti disertino gli oltre 61mila seggi aperti per il voto si è materializzato a macchia di leopardo, ma finora senza gravi conseguenze. Tra le cause c'è anche la retribuzione, ritenuta bassa. La circolare del Viminale fissa a 138 euro per i presidenti di seggio e 110,40 euro per i segretari e gli scrutatori dove si vota solo per le Europee, mentre il compenso sale rispettivamente a 209,5 e 163 euro dove si aggiungono le comunali o le regionali.

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