Sampdoria - Padova 1-0, Brunori su rigore regala tre punti pesanti ai blucerchiati che allungano la striscia positiva

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Al "Luigi Ferraris" finisce 1-0 per la Sampdoria, e a deciderla, al minuto numero trentaquattro della prima frazione di gioco, è il rigorista Matteo Brunori, freddo e lucido nell'occasione sebbene il portiere avversario Sorrentino avesse intuito la traiettoria e fosse riuscito a toccare il pallone, che però si è comunque insaccato in rete regalando tre punti di vitale importanza per i doriani -1. Una partita sporca, pesante, giocata a ritmi spezzettati e con il fiatone, quella offerta dalle due compagini, consapevoli entrambe di trovarsi a lottare per lo stesso obiettivo e di dover evitare, in una sfida diretta, passi falsi che avrebbero potuto complicare ulteriormente il cammino verso la permanenza in cadetteria -2.

L’episodio che ha spaccato in due l’incontro porta la firma di Begic, giocatore rivelatosi ancora una volta decisivo per gli schemi di Angelo Gregucci: è sua, infatti, l’iniziativa che al minuto trentadue porta al penalty, quando il fantasista blucerchiato, servito da un pregevole apertura di Brunori, si è infilato in area palla al piede venendo poi travolto da un intervento maldestro e tardivo del difensore Villa, un intervento che poteva costare carissimo al giocatore del Padova, già ammonito e quindi miracolosamente scampato alla doppia sanzione -1. La Sampdoria, dal canto suo, continua a macinare risultati utili consecutivi: sette le partite di imbattibilità interna, un dato che mancava dalla stagione 2012, e sei i turni complessivi senza sconfitte, una striscia che consente ai genovesi di respirare e di guardare con un briciolo di fiducia in più al proprio cammino, complice anche il raggiungimento in classifica proprio dei venuti, fermi a quota ventinove punti insieme ai padroni di casa che momentaneamente occupano l'undicesima posizione in coabitazione -1.

La cronaca del match, raccontata dalle principali voci che hanno seguito l'evento, parla di un primo tempo in cui i blucerchiati partono bene, con una rovesciata di Pierini che non inquadra lo specchio e con un tentativo di Cicconi murato in extremis, ma anche di una reazione del Padova che cresce con il passare dei minuti e che al ventiseiesimo va vicinissima al gol con una punizia dal limite di Barreca, sulla quale Martinelli è chiamato a un intervento decisivo in tuffo -1. Poi, come detto, la giocata che sblocca la partita e la successiva doccia fredda per i patavini. Non solo gioie, però, per Gregucci e i suoi: perché a pochi minuti dall'intervallo arriva la tegola dell'ennesimo infortunio muscolare per Pierini, costretto ad alzare bandiera bianca e a lasciare il posto a Cherubini, un cambio che priva la Samp di una delle sue bocche da fuoco per il prosieguo della gara -1.

Nella ripresa, il copione cambia poco, con i padroni di casa chiamati a gestire il vantaggio e gli ospiti di Andreoletti che alzano il baricentro e iniziano a spingere alla ricerca del pareggio. Al sessantanovesimo minuto, l'occasione più nitida capita sui piedi di Harder, che dal limite si coordina per un tiro a giro che termina di pochissimo a lato, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto l'ambiente sampdoriano -1. Gregucci, allora, inserisce forze fresche come Pafundi e Soleri per dare respiro alla squadra e arginare le ultime velleità degli avversari. Nel finale, anche Martinelli, il portiere di casa, accusa un problema fisico a una coscia, ma nonostante i sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara, la Sampdoria riesce a serrare le fila e a portare a casa una vittoria che sa tanto di mattoncino verso la salvezza, in attesa degli altri risultati del turno che potrebbero allargare o restringere la forbice sulla zona calda della classifica -1.

Le pagelle, Martinelli decisivo tra i pali ma Begic e Brunori fanno la differenza

Analizzando le prestazioni dei singoli, emerge con chiarezza come la Sampdoria abbia potuto contare su un collettivo solido, con punte di eccellenza nei suoi uomini chiave. Brunori, nonostante l’errore dal dischetto sia stato solo sfiorato, ha dimostrato ancora una volta di essere un attaccante di razza, un rigorista freddo e un punto di riferimento per l’intera manovra offensiva, garantendo qualità alla squadra ogni volta che è riuscito a dialogare con i compagni -8. Begic, dal canto suo, ha confermato di essere un fattore determinante in questa fase della stagione: la sua giocata in area, quella che ha portato al rigore, è il classico esempio di come un singolo lampo possa spaccare una partita che altrimenti rischiava di rimanere bloccata su un noioso empasse tattico -1.

Tra i pali, Martinelli ha offerto una prova di sostanza: bravo e reattivo sul tiro di Barreca nel primo tempo, ha talvolta lasciato l'impressione di essere leggermente tentennante in uscita bassa, ma tra i pali le sue qualità sono parse innegabili, tanto da guadagnarsi un sei e mezzo in pagella e la consapevolezza di essere ormai un perno di questa squadra -1. Qualche appunto, invece, per Cherubini, subentrato a Pierini e chiamato a dare il proprio contributo sulla trequarti: da lui ci si aspetta probabilmente qualcosa in più in termini di concretezza e pericolosità, anche se l'inserimento in una gara così tirata e chiusa non ha certo facilitato i suoi compiti -1. Sul versante opposto, Villa è stato il grande sconfitto della serata: il suo fallo da rigore, definito da più parti come un rischio enorme e una leggerezza in area, gli è valso un'insufficienza pesante e i rimproveri dei compagni, sebbene sia stato graziato dall'espulsione diretta -1. L'arbitraggio, nel complesso, non ha sollevato particolari polemiche se non per la gestione delle ammonizioni, con Ricci e Henderson finiti nel tabellino dei cattivi al pari del già citato Villa -2.

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