Gli esami in farmacia, da quelli per il cuore a test tumorali: la svolta del 2026 parte da Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Da quest'anno, con l’entrata a pieno regime della riforma sui servizi farmaceutici, la farmacia di quartiere – una presenza capillare, che di solito si raggiunge a piedi – acquisisce una nuova e più articolata fisionomia, trasformandosi in un presidio di prevenzione e diagnosi immediata. La rivoluzione, che prende corpo a partire da tre regioni pilota quali Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, è sancita da un decreto attuativo del Ddl Semplificazioni, approvato a novembre dello scorso anno, il quale amplia in maniera significativa la gamma di prestazioni erogabili oltre la tradizionale dispensazione di farmaci.

Un ventaglio di analisi sotto casa

Il cittadino, a partire dal 2026, non dovrà più recarsi necessariamente in un ospedale o in un laboratorio privato – con tutti gli impegni logistici che ciò comporta – per sottoporsi a una serie di controlli. Si potranno effettuare, infatti, esami diagnostici di primo livello, alcuni dei quali fino a ieri impensabili in un simile contesto. La nuova offerta, che include test per la valutazione del rischio cardiovascolare e la ricerca di marker tumorali specifici, mira a rendere più accessibile e prossimale il primo step di indagine, snellendo di fatto l’iter per il paziente e aprendo a una diagnosi potenzialmente più tempestiva.

Servizi integrati, non sostitutivi

È bene precisare, però, che l’obiettivo non è creare una rete alternativa a quella ospedaliera o dei laboratori di analisi, bensì integrarla, fornendo un canale supplementare e distribuito sul territorio. A questa nuova attività diagnostica – la cui esecuzione richiederà personale formato e l’impiego di dispositivi certificati – si affiancheranno altri servizi già parzialmente introdotti, come le vaccinazioni che vanno oltre quelle stagionali, lo screening per l’epatite C e la possibilità, per l’utente, di scegliere o cambiare il proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta direttamente in farmacia.

La questione della gratuità

Uno degli aspetti che maggiormente interessa i cittadini riguarda l’onerosità di questi nuovi test. Mentre per alcuni esami, inseriti in programmi di screening regionali, è prevista la totale gratuità, per altri – quelli considerati a domanda individuale – sarà applicato un ticket, il cui ammontare potrà variare in base alle decisioni delle singole regioni. La normativa, nel delineare il nuovo perimetro d’azione delle farmacie, stabilisce quindi una distinzione chiara tra servizi di prevenzione collettiva, finanziati dal Servizio Sanitario Nazionale, e prestazioni su richiesta del singolo.

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