De Zerbi al Tottenham, la scommessa (quasi) impossibile e quel contratto blindato
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Redazione Sport
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“L’anno prossimo resterò al Tottenham in ogni caso”. Parola di Roberto De Zerbi, che nell’intervista di presentazione pubblicata sui canali ufficiali del club londinese ha spazzato via, con una secchezza degna di un comunicato stampa, ogni residuo dubbio sul proprio futuro. Il tecnico italiano, arrivato in un momento quantomeno delicato per la formazione che naviga in piena zona retrocessione, ha voluto mettere nero su bianco – metaforicamente, s’intende – la propria intenzione di non mollare la panchina degli Spurs neppure al cospetto di un esito disastroso della stagione. “Ho firmato per cinque anni – ha spiegato – perché per me è una grande sfida, forse la più importante della mia carriera”. Un’affermazione, quest’ultima, che pesa come un macigno, se si considera che l’allenatore bresciano ha già guidato realtà come Shakhtar, Sassuolo, Brighton e Marsiglia.
Un club disastrato ma con i soldi per rifarsi
Che De Zerbi al Tottenham possa apparire, a un osservatore distratto, una scelta assurda, è un fatto. Che non lo sia per niente, altrettanto. Perché il club londinese, nonostante l’attuale posizione in classifica (17esimo posto, a un solo punto dal West Ham terzultimo) e il margine risibile sulla caduta in Championship, conserva una struttura economico-sportiva di primissimo livello. Si parla di una rosa valutata oltre 800 milioni di euro, di uno stadio – il New White Hart Lane – tra i più all’avanguardia del pianeta, e di una capacità di spesa sul mercato che sfiora i 200 milioni annui senza particolari affanni. Avere alle spalle il patrimonio di un magnate come Joe Lewis, per usare un eufemismo, aiuta non poco. Ecco perché De Zerbi, che solo pochi giorni fa ha preso il posto dell’esonerato Igor Tudor, non ha esitato a blindarsi: “Resterò anche in caso di retrocessione”, ha ribadito, consapevole che a Londra trova forse il club più importante della sua carriera.
L’orgoglio di un italiano in Premier
“Orgoglioso e fiero di essere qui”. Le parole del neo tecnico degli Spurs, riportate nella nota di presentazione del 3 aprile 2026, lasciano poco spazio a interpretazioni. De Zerbi dice di avere a disposizione giocatori di grande qualità, e questa convinzione – unita a un contratto quinquennale – rappresenta la base per un progetto che prescinde dai risultati immediati. Non è un caso, d’altronde, che l’allenatore definisca questa tappa “la sfida più importante” della propria carriera: il Tottenham, per quanto disastrato in classifica, resta pur sempre il Tottenham. E la solidità finanziaria del fondo di Lewis consente di pianificare senza l’ansia della sopravvivenza, un lusso che pochi altri club in lotta per non retrocedere possono permettersi.
La corsa contro la zona calda
La situazione sportiva, va detto, è oggettivamente complicata. Gli Spurs si trovano attualmente a un solo punto di vantaggio sulla zona retrocessione occupata dal West Ham, e il margine è talmente esiguo che ogni partita diventa un potenziale crocevia. L’esonero di Tudor, avvenuto solamente pochi giorni fa, ha lasciato una squadra provata e bisognosa di una scossa. De Zerbi, con la sua esperienza nel calcio inglese maturata al Brighton, conosce bene la pressione della Premier League e non si è tirato indietro: “Ci sarò anche il prossimo anno, a prescindere da tutto”, ha ripetuto, chiudendo definitivamente le porte a eventuali fughe o ripensamenti. Una presa di posizione netta, rara in un ambiente dove gli allenatori sono spesso in bilico. Resta da vedere se questa determinazione basterà a evitare una retrocessione che, per un club di queste dimensioni, avrebbe del clamoroso.




