Internazionale Kids, la sesta edizione a Reggio Emilia tra algoritmi, pronomi e il giallo di Agatha Christie
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Torna a occupare il centro storico, neanche fosse una redazione a cielo aperto, Internazionale Kids: il festival di giornalismo dedicato a lettrici e lettori – la forbice anagrafica, in questa sesta edizione, oscilla tra i 7 e i 14 anni – prende il via da venerdì 8 a domenica 10 maggio, trasformando piazza Martiri del 7 luglio e i teatri cittadini in un laboratorio di pensiero critico. Organizzato dal mensile specializzato in stampa estera, l’evento reggiano ha scelto come fil rouge “Dagli algoritmi all’Iran” per scandagliare l’attualità, senza però trascurare quelle piccole grandi ossessioni quotidiane come i momenti imbarazzanti o il fascino dei gialli di Agatha Christie. Si parlerà di intelligenza artificiale, di come un pronome possa racchiudere un’identità, di biodiversità e persino di laghi, il tutto avvolto in una cornice di gratuità che abbatte le barriere economiche all’accesso al sapere.
Un’agenda fitta di incontri tra scienza e trasformazione digitale
Il programma, diffuso in luoghi simbolo come il teatro Cavallerizza e il teatro Valli, non si limita a intrattenere, ma cerca di restituire ai più giovani gli strumenti per decifrare la complessità. Se da un lato si affronterà la rivoluzione della carta stampata attraverso il fumetto e la fotografia urbana, dall’altro la scienza farà il suo ingresso in scena con esperimenti pratici che vanno dalla trasformazione della materia fino alle microalghe. Sabrina Presto, ricercatrice del Cnr specializzata in materiali per l’energia pulita, porterà un approccio che demolisce il pregiudizio secondo cui certe materie siano “troppo difficili” per i ragazzi; un messaggio, il suo, che risuona come un antidoto all’ecoansia – quella paura climatica che immobilizza – trasformando la curiosità innata in motore di cambiamento concreto.
La scena culturale si apre al dialogo con la danza e la narrativa
Non solo parole, però, perché la kermesse abbraccia anche il movimento. La Fondazione I Teatri, in particolare, ha allestito un appuntamento per sabato 9 maggio nella sala degli specchi del teatro Valli, dove il regista e autore Emanuele Aldrovandi racconterà “come si diventa” drammaturghi, svelando quel mestiere che trasforma immaginazione in dialoghi e situazioni sul palco. Parallelamente, il centro coreografico Aterballetto porterà in scena studi preparatori del nuovo spettacolo ispirato alla ricerca della meraviglia, un’occasione per vedere il processo creativo ancora in divenire, lì dove la danza diventa linguaggio universale per esprimere paure o insicurezze infantili, come nel lavoro “ANNINNÌA” che si confronta con le ninne nanne della tradizione.
Gioco, sport e partecipazione attiva nel cuore della città
Anche gli spazi aperti si animano di iniziative che vanno oltre il semplice ascolto passivo: in piazza Martiri del 7 luglio, ad esempio, torna il prato su cui sedersi a giocare a scacchi o a ping pong, mentre domenica 10 maggio l’associazione Remida guiderà un laboratorio di ricamo collettivo dal titolo “Ricamiamoci, io, te e il resto”, dove materiali di recupero si trasformano in un’opera identitaria condivisa. Luoghi insoliti come lo stadio Mapei entrano così a far parte del novero delle aule didattiche; l’obiettivo, dichiarato dagli organizzatori, è permettere ai ragazzi di alzare la mano e fare domande direttamente agli esperti, senza filtri. Vietato, insomma, dire “non puoi capirlo”, perché in fondo – come ricorda chi studia l’energia pulita – nasciamo tutti scienziati, pasticciando con le mani ben prima di imparare le teorie.




