Elettra Lamborghini a Sanremo 2025: il brano rifiutato e le polemiche sulla censura
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Elettra Lamborghini, co-conduttrice della terza serata del Festival di Sanremo 2025, ha rivelato durante una conferenza stampa che un brano in gara le era stato proposto, ma che ha scelto di non accettarlo. Senza svelare il titolo della canzone o l’autore, la cantante ha confermato la notizia rispondendo a una domanda dei giornalisti, lasciando però un alone di mistero su quale potesse essere il pezzo e su quali fossero le ragioni del suo rifiuto. Un dettaglio che, inevitabilmente, ha acceso la curiosità del pubblico e degli addetti ai lavori, alimentando speculazioni e ipotesi.
Non è stata però l’unica dichiarazione a catturare l’attenzione. Lamborghini, nota per il suo carattere schietto, ha affrontato anche il tema della censura nei testi musicali, prendendo una posizione netta contro ogni forma di limitazione artistica. «Se iniziamo a vietare il linguaggio usato nella musica, allora dovremmo farlo anche con i videogiochi dove si spara o con i film horror», ha dichiarato, riferendosi implicitamente alle polemiche che avevano coinvolto Tony Effe dopo il suo concerto di Capodanno. Una presa di posizione che, se da un lato ha trovato il sostegno di chi difende la libertà d’espressione, dall’altro ha riaperto il dibattito sul ruolo educativo della musica e dei media.
La performer, che ha già calcato il palco dell’Ariston come concorrente nel 2020, ha anche ricordato quell’edizione storica, segnata dalla lite in diretta tra Bugo e Morgan. Un momento che, come ha sottolineato, ha cambiato per sempre la storia del Festival, trasformandosi in un caso mediatico senza precedenti. «Quell’anno è stato qualcosa di unico», ha commentato, senza aggiungere ulteriori dettagli ma lasciando intendere quanto quell’esperienza abbia segnato non solo il pubblico, ma anche chi, come lei, era parte della kermesse.
Durante la conferenza, Lamborghini ha toccato anche il tema della violenza e dell’educazione dei giovani, rispondendo a una domanda sugli insulti sessisti che lei stessa ha subito in passato. «I social non aiutano», ha affermato, sottolineando come la responsabilità ricada spesso sui genitori e sul contesto in cui i ragazzi crescono. Una riflessione che, sebbene non approfondita, ha offerto uno spunto di discussione su un problema sempre più attuale, legato all’uso distorto dei social media e alla mancanza di modelli positivi.




