Bimba risucchiata in piscina, indagati i titolari dello stabilimento balneare
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Redazione Interno
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L'ipotesi di reato è quella di omicidio colposo e riguarda i titolari dei bagni Segesta di Sestri Levante, nel Genovese, dove mercoledì pomeriggio una bambina di 11 anni, Alice Ferrari, è rimasta vittima di un incidente drammatico mentre si trovava in acqua.
La Procura della Repubblica ha formalizzato l'iscrizione nel registro degli indagati per i due gestori dello stabilimento, un passaggio resosi necessario per poter procedere con l'autopsia sul corpo della piccola, deceduta nella notte tra giovedì e venerdì all'ospedale pediatrico Gaslini di Genova dove era stata ricoverata in condizioni disperate.
L'atto, che nella fase iniziale delle indagini viene spesso definito come "atto dovuto", consente ai difensori di nominare propri consulenti per assistere al riscontro diagnostico e a tutte le successive verifiche tecniche, comprese quelle che riguarderanno il funzionamento e la sicurezza dell'impianto della piscina.
La dinamica dell'incidente e il risucchio nella pompa
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la tragedia si è consumata nel pomeriggio di mercoledì mentre Alice si trovava in compagnia della madre e dei nonni all'interno dello stabilimento balneare. La bimba, stando a quanto emerso, sarebbe rimasta intrappolata con i capelli nella pompa di aspirazione della vasca, venendo risucchiata con una forza tale da non lasciarle scampo. Immediati i soccorsi, con la bimba trasportata d'urgenza al nosocomio genovese, dove i medici della rianimazione hanno tentato per ore di strapparla alla morte, ma senza riuscire a scongiurarne il decesso.
La notizia ha scosso profondamente la cittadina ligure e l'intera regione, riportando alla memoria altri episodi analoghi legati alla pericolosità dei sistemi di filtraggio delle piscine quando non dotati dei dispositivi di sicurezza necessari a prevenire simili evenienze.
L'indagine della Procura e il ruolo del medico legale
Il sostituto procuratore Fabrizio Givri, che coordina le indagini, ha già fissato per martedì 21 luglio l'incarico per l'esame autoptico, che sarà eseguito dalla dottoressa Sara Lo Pinto. L'autopsia, come spesso accade in questi casi, rappresenta un passaggio cruciale per chiarire con precisione le cause del decesso e per accertare eventuali concause che possano aver influito sulla tragica evoluzione della vicenda.
I genitori di Alice, nel dolore più profondo, hanno già manifestato la volontà di procedere con l'espianto degli organi, un gesto di straordinaria generosità che, tuttavia, dovrà attendere il completamento degli accertamenti medico-legali disposti dalla magistratura, per non compromettere le risultanze dell'inchiesta e per garantire che tutte le verifiche vengano svolte nei tempi e nei modi stabiliti dal protocollo giudiziario.
La sicurezza degli impianti e le responsabilità penali
Il fascicolo aperto dalla Procura di Genova si concentra ora sulle condizioni di sicurezza della vasca e, in particolare, sul sistema di aspirazione dell'acqua. Le normative vigenti in materia di piscine pubbliche e a uso collettivo impongono standard rigorosi per quanto riguarda le pompe di circolazione, che devono essere munite di griglie di protezione e di sistemi di sicurezza che impediscano la formazione di vortici o la possibilità che parti del corpo o dei capelli possano rimanere intrappolati.
Sarà compito dei consulenti tecnici, sia quelli nominati dalla Procura che quelli di parte, verificare se l'impianto dello stabilimento Segesta fosse a norma e se siano state rispettate tutte le prescrizioni manutentive e di controllo periodico, elementi questi che potrebbero risultare decisivi per l'eventuale configurazione del reato di omicidio colposo, che presuppone un comportamento negligente, imprudente o imperito da parte dei gestori.




