Incendio all’hotel Maxim di Verona, centinaia di evacuati tra cui una scolaresca del Friuli e studenti svizzeri
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una lunga notte di paura, quella vissuta tra martedì 31 marzo e mercoledì 1 aprile, per gli ospiti dell’hotel Maxim di Verona. Un incendio, divampato nella serata di martedì nell’area esterna della struttura situata in via Belviglieri, nel quartiere Borgo Venezia, ha costretto all’evacuazione circa trecento persone, tra turisti, studenti e lavoratori, in una fuga che ha richiesto l’intervento massiccio dei soccorsi e l’attivazione della macchina comunale per gestire l’emergenza.
Le fiamme, secondo le prime ricostruzioni dei Vigili del Fuoco, si sarebbero sviluppate da materiali edili e scarti di cantiere accatastati nei pressi delle mura perimetrali dell’albergo, interessato da lavori di ristrutturazione all’ultimo piano, propagandosi poi rapidamente fino a coinvolgere alcune alberature adiacenti alla facciata. A causare l’allarme, poco dopo le 21.30, è stata probabilmente una navetta per rifiuti presente nel piazzale, da cui il fuoco si è esteso al materiale circostante, riempiendo di fumo diversi ambienti della struttura e rendendo critica la situazione in pochi minuti.
L’evacuazione, gestita in stretta collaborazione tra Polizia locale, Volanti, Suem 118 e Protezione civile, ha coinvolto l’intera struttura ricettiva. Se da un lato molti ospiti hanno trovato rifugio nella notte al palazzo della Gran Guardia, messo a disposizione dal Comune di Verona con brandine e coperte, dall’altro diverse comitive hanno scelto di fare immediatamente ritorno a casa. È il caso delle due classi dell’Istituto superiore Paschini di Tolmezzo, in provincia di Udine: una seconda del liceo linguistico e una seconda del liceo di Scienze umane, con ragazzi tra i 15 e i 16 anni. Arrivate a Verona proprio martedì mattina per una gita scolastica che prevedeva la visita al centro storico, tra l’Arena, le piazze principali e le case di Giulietta e Romeo, gli studenti hanno dovuto interrompere bruscamente il programma, rientrando in Friuli in pullman già durante la notte o all’alba di mercoledì.
Una notte di assistenza tra Gran Guardia e rientri anticipati
Il bilancio sanitario dell’incidente è stato fortunatamente contenuto. L’unico ferito registrato è un dipendente della reception, rimasto lievemente intossicato dal fumo e successivamente curato al Policlinico di Verona. Sul fronte dell’accoglienza, il sindaco Damiano Tommasi ha disposto l’apertura della Gran Guardia, dove sono stati trasferiti con due autobus messi a disposizione da Atv e scortati dalla Polizia locale 124 evacuati, che qui hanno ricevuto assistenza e generi di conforto. L’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, che ha seguito personalmente le operazioni, ha elogiato l’efficienza della macchina organizzativa, sottolineando il ruolo fondamentale dei volontari e la collaborazione tra le forze dell’ordine e il personale sanitario.
Molti degli studenti presenti, in particolare, si erano trovati a scendere in fretta dalle camere, indossando solo magliette e pantaloncini, nel pieno della concitazione. Grazie all’intervento degli agenti, è stato poi possibile recuperare valigie ed effetti personali rimasti all’interno delle stanze, per permettere a tutti di affrontare la notte in sicurezza.
Scolaresca svizzera e il rientro autonomo
Oltre alla comitiva friulana, tra le persone evacuate figurava anche un gruppo di trentuno studenti e due insegnanti provenienti dalla Svizzera, in gita a Verona e Venezia. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), pur confermando che tutti i cittadini elvetici sono usciti illesi dalla struttura, non ha fornito ulteriori dettagli in osservanza delle norme sulla protezione dei dati e della personalità. Per alcune studentesse, i genitori sono partiti dalla Svizzera nel cuore della notte per raggiungerle e riportarle a casa.
La gestione dell’emergenza ha visto anche il coinvolgimento di una famiglia di Palermo, arrivata in Veneto per la discussione della tesi di laurea della figlia, che si è ritrovata coinvolta nell’evacuazione dell’hotel. Mentre gli inquirenti mantengono ancora al vaglio le cause precise del rogo, la struttura è stata dichiarata inagibile a causa del denso fumo che ha invaso gli ambienti, lasciando irrisolta, almeno nelle ore immediatamente successive all’accaduto, la sorte dei bagagli e la possibilità di un rientro per gli ospiti che avevano scelto di rimanere in città.




