In arrivo dieci milioni per mettere in sicurezza i trattori più vecchi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministero dell’Agricoltura, in collaborazione con Inail, Ismea e Crea, ha varato un pacchetto di misure che, secondo quanto annunciato dal ministro Francesco Lollobrigida, punta a ridurre in modo sostanziale gli incidenti, anche mortali, che avvengono troppo frequentemente durante il lavoro nei campi. Alla base della strategia, che si svilupperà nel triennio 2025-2027, vi è un approccio integrato che unisce gli incentivi per l’acquisto di mezzi nuovi al sostegno per l’adeguamento di quelli già circolanti, i quali – com’è noto – spesso risultano sprovvisti dei più elementari dispositivi di protezione. In questo contesto, una novità assoluta è rappresentata dallo stanziamento di dieci milioni di euro, trasferiti dal bilancio Inail, destinati specificamente all’installazione di sistemi di sicurezza aggiuntivi sui trattori agricoli e forestali più datati, ancora in uso presso le micro, piccole e medie imprese del settore.

Un fondo dedicato per i mezzi già in circolazione

La cifra, sebbene possa apparire modesta rispetto all’entità del problema – si stima che oltre un milione di trattori in Italia siano privi di rollbar o di cinture di sicurezza – viene accolta come un segnale politico importante dalle associazioni di categoria. Andrea Borio, presidente di Federacma, ha definito l’iniziativa “un primo passo concreto per affrontare un problema strutturale”, sottolineando come per la prima volta venga previsto un fondo specifico dedicato all’adeguamento dei mezzi già in circolazione. L’intervento, che potrebbe interessare circa cinquemila unità, permetterà infatti di intervenire su mezzi obsoleti, aggiornandoli agli standard di sicurezza più recenti, in un’ottica di più ampia prevenzione che non si limita al solo ricambio generazionale del parco macchine.

Il potenziamento del Bando Isi e le risorse complessive

Parallelamente a questa misura, è stato rafforzato in modo significativo il cosiddetto Bando Isi, lo strumento che finanzia l’acquisto di nuove macchine agricole sicure. Le risorse disponibili per questa linea di intervento sono state incrementate da novanta a duecentoquarantotto milioni di euro, una cifra che testimonia la volontà di agire su due fronti complementari. Da un lato, si incentiva la rottamazione dei mezzi più pericolosi e l’ingresso di tecnologie all’avanguardia; dall’altro, si cerca di rendere meno rischiosi i trattori che, per varie ragioni, continueranno a essere impiegati ancora per qualche anno. L’accordo di cooperazione firmato dalle istituzioni coinvolte si propone dunque di attaccare il fenomeno degli infortuni in agricoltura con una pluralità di strumenti, ciascuno pensato per una specifica fascia di rischio.

Una strategia integrata per la prevenzione

L’intero pacchetto di misure, presentato a Roma nel corso di una conferenza stampa, mobilita complessivamente risorse che superano i seicentocinquanta milioni di euro, un impegno finanziario che va ben oltre le semplici enunciazioni di principio. L’obiettivo dichiarato è quello di coniugare l’innovazione tecnologica con una capillare diffusione della cultura della prevenzione, un binomio ritenuto indispensabile per invertire una tendenza preoccupante. Gli incidenti che coinvolgono macchine agricole, come dimostrano le cronache giudiziarie che seguono i casi più gravi, hanno spesso dinamiche ricorrenti e sono frequentemente legati al cedimento strutturale del mezzo o alla mancanza di sistemi che proteggano l’operatore in caso di ribaltamento. Intervenire sul parco circolante, quindi, non è una mera questione di efficienza produttiva, ma una priorità di carattere sociale ed economico, finalizzata a tutelare la vita di chi lavora in un settore già di per sé faticoso e esposto a numerosi pericoli.

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