L’attentato a Sebastopoli, l’ex comandante del sottomarino ucraino e l’arresto della 32enne Margarita Reut

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Biologa, fioraia, volontaria ambientalista o, secondo alcune voci, escort: il profilo di Margarita Reut, la cittadina russa di 32 anni arrestata per l’attentato che ha ucciso un ufficiale della Marina russa a Sebastopoli, resta avvolto in un alone di mistero.

La giovane, originaria di Yaroslavl e residente a Sochi, è stata fermata dalle autorità con l’accusa di aver fatto esplodere un ordigno nascosto in un cestino dei rifiuti, un’azione che ha provocato la morte di Robert Shageev, ex comandante del sottomarino ucraino Zaporizhzhia, passato dalla parte di Mosca nel 2014, durante l’annessione della Crimea.

La dinamica dell’attentato sul Prospekt Stoletovskij

L’esplosione, che ha scosso la città intorno alle 10 del mattino del 13 agosto, è avvenuta sul Prospekt Stoletovskij, una trafficata strada del centro di Sebastopoli. Secondo le ricostruzioni fornite dall’FSB e riprese dai media russi, il congegno era stato collocato in un cestino della spazzatura vicino a una panchina. La deflagrazione è stata innescata mentre Shageev, 49 anni, stava salendo una rampa di scale insieme a un amico, uccidendolo sul colpo.

L’identità della vittima non è stata subito ufficializzata dalle autorità, ma è stata successivamente indicata da canali Telegram e da fonti ucraine: si tratta dell’ex ufficiale che nel 2014 consegnò ai russi l’unico sottomarino della flotta ucraina, passando armi e bagagli al servizio di Mosca.

La figura della sospettata: Margarita Reut

Le attenzioni si sono subito concentrate su Margarita Reut, fermata dopo l’attentato mentre, secondo alcune fonti, tentava di darsi alla fuga. Il suo profilo è quanto meno eterogeneo. Le autorità e i media russi la descrivono come una biologa, un’attività che si sarebbe svolta in un laboratorio dove si producevano ovuli vaginali a base di estratti floreali. Ma la sua vita professionale sembra essere stata molto variegata: ha gestito un’agenzia di viaggi, fallita in breve tempo, e ha lavorato come commerciante di prodotti floreali.

Non mancano, inoltre, riferimenti alla sua presenza su siti web di escort, dettagli che, in un contesto di guerra e propaganda, rendono ancora più complessa la ricostruzione della sua reale natura. La donna, che aveva già avuto un precedente con la polizia nel luglio del 2025 per aver gridato, su un treno, frasi di compiacimento per un attacco ucraino, è stata descritta come una viaggiatrice assidua, con frequenti spostamenti in Crimea e all’estero, tra Egitto e Turchia.

La confessione e il presunto mandante

Secondo quanto riportato dai media russi, nel corso degli interrogatori condotti dall’FSB, Reut avrebbe confessato l’omicidio dichiarando di non provare alcun rimorso per l’uccisione dell’ufficiale russo. La stessa fonte sostiene che la donna avrebbe agito su mandato dei servizi segreti ucraini, dai quali sarebbe stata ingaggiata e pagata tramite criptovalute.

La confessione e le accuse, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari, hanno portato alla sua incriminazione per terrorismo con conseguente omicidio, un reato che, in Russia, prevede pene severe che potrebbero arrivare fino a trent’anni di reclusione. La notizia della sua collaborazione con l’intelligence di Kiev, sebbene non confermata da fonti indipendenti, è stata alimentata anche dal governatore di Sebastopoli, Mikhail Razvozhaev, che ha parlato di un’azione compiuta su precise istruzioni ucraine.

La vittima: Robert Shageev, il “traditore” di Kiev

La figura di Robert Shageev è altrettanto centrale nella vicenda. La sua storia è emblematica delle fratture provocate dall’annessione della Crimea. Nel 2014, quando Mosca prese il controllo della penisola, Shageev era al comando del sottomarino Zaporizhzhia, l’unico della Marina ucraina in quella regione. Invece di portarlo fuori dalle acque della Crimea, l’ufficiale decise di consegnare l’imbarcazione alle forze russe e di passare al servizio della Marina di Mosca, un gesto che lo ha reso un traditore agli occhi di Kiev.

Dopo la diserzione, Shageev non solo mantenne il suo grado, ma ascese nelle gerarchie militari russe, ricoprendo ruoli di comando all’interno della Flotta del Mar Nero, fino a diventare vicecomandante della quarta brigata di sottomarini. Le autorità ucraine lo accusavano di aver partecipato attivamente agli attacchi missilistici contro l’Ucraina lanciati da sommergibili russi.

I riflessi giudiziari e le indagini

L’arresto di Margarita Reut e le accuse a suo carico rappresentano l’ultimo episodio di una tensione che continua a serpeggiare nella penisola di Crimea, teatro di azioni mirate e sabotaggi. Le indagini sono ancora in corso e la posizione della giovane, che si trova in custodia cautelare, sarà definita nei prossimi mesi dal tribunale di Sebastopoli.

L’FSB, dal canto suo, sta lavorando per ricostruire i contatti di Reut e verificare la portata della sua presunta collaborazione con i servizi di intelligence ucraini, mentre resta ancora poco chiaro il movente profondo che ha spinto una donna dal profilo così apparentemente composito a compiere un gesto di tale violenza.

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