Arbitro assicurativo, al via da giovedì la procedura per le controversie
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Redazione Sport
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Da giovedì prossimo, il 15 gennaio, si aprirà una nuova pagina per i rapporti, spesso conflittuali, tra assicurati e compagnie. Entrerà infatti pienamente in funzione l’arbitro assicurativo, uno strumento di risoluzione delle controversie che, modellandosi su quanto già sperimentato in ambito bancario, promette di rendere più spedito ed accessibile l’accesso alla giustizia per i cittadini. L’organismo, la cui creazione è stata fortemente voluta dall’Ivass, si propone di chiudere le dispute in un arco temporale massimo di centottanta giorni, offrendo una via d’uscita pratica a quelle liti che, altrimenti, finirebbero per ingolfare i tribunali ordinari con tempi e costi ben maggiori.
Costi contenuti e rimborso in caso di vittoria
Il cuore della novità, oltre alla celerità della procedura, risiede nella sua sostenibilità economica. Presentare un ricorso all’arbitro avrà un costo fisso di venti euro, una somma che, peraltro, verrà integralmente restituita al cliente nel caso in cui la sua istanza venga accolta. Questo meccanismo, volutamente agevolato, intende rimuovere uno degli ostacoli principali che spesso dissuadono dall’intraprendere una contestazione formale, garantendo una tutela concreta anche per le pretese di minor valore. La gestione operativa è affidata all’autorità di vigilanza, che ne ha curato l’implementazione dopo un lungo lavoro preparatorio.
I limiti di competenza per le richieste pecuniarie
Non tutte le controversie, tuttavia, potranno essere deferite a questo nuovo organismo, il quale, quando l’oggetto del ricorso è la corresponsione di una somma di denaro, opera entro precisi limiti di valore. È quindi fondamentale, per il cittadino che intende adire la procedura, identificare correttamente l’entità della propria pretesa: il valore della controversia, infatti, coincide con la cifra che si ritiene dovuta dalla compagnia. Per fare un esempio, se l’assicurazione ha negato un risarcimento di ventimila euro che l’assicurato invece reclama integralmente, sarà proprio quella la somma di riferimento per stabilire la competenza dell’arbitro.
Un osservatorio privilegiato per la vigilanza
Oltre alla sua funzione primaria di risoluzione delle singole liti, l’arbitro assicurativo è destinato a ricoprire un ruolo strategico più ampio per l’intero sistema. Come sottolineano fonti vicine all’Ivass, l’organismo diventerà infatti un osservatorio privilegiato sulle criticità ricorrenti nel rapporto tra clienti e operatori, consentendo alla vigilanza di raccogliere dati preziosi su pratiche eventualmente inadeguate o su clausole controverse. Quel che ne conseguirà sarà la possibilità per l’autorità di intervenire con maggiore tempestività e precisione, indirizzando le proprie ispettive o modificando i propri indirizzi normativi a beneficio della trasparenza e dell’efficienza del mercato.




