Test a Barcellona, la Newey-Aston Martin si svela (e si ferma). Norris esce col numero 1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quarta e ultima giornata di test a Barcellona, snodo cruciale per le preparazioni in vista del via del mondiale, ha registrato episodi che ne hanno caratterizzato il corso, alcuni dei quali inaspettati. Se da un lato, infatti, le cronache parlano di prestazioni promettenti per alcuni team, dall'altro l'attenzione si è catalizzata su un garage in particolare, quello dell'Aston Martin, attorno al quale per ore si è coltivato un alone di aspettativa. La nuova AMR26, la prima firmata dall'acclamato progettista Adrian Newey per la scuderia di Silverstone, aveva infatti mantenuto un riserbo quasi assoluto, ritardando la sua prima comparsa in pista a causa di una serie di contrattempi tecnici, di lieve entità ma sufficienti a posticiparne il debutto. Quando, ormai a ridosso del termine della sessione, il box si è aperto, è emersa una monoposto dall'aspetto provvisorio, rivestita di una livrea "total black" che ne celava l'identità cromatica definitiva, come consentito dal regolamento per chi non ha ancora svelato la colorazione ufficiale.

L'uscita, affidata a Lance Stroll, è stata tuttavia brevissima, interrotta dopo una manciata di giri da un guasto che ha costretto il pilota a fermarsi all'ingresso della corsia dei box, provocando una bandiera rossa e chiudendo anzitempo la prima, fugace apparizione della creatura più discussa del paddock. Un esordio sottotono, dunque, per un progetto circondato da grandi aspettative, che ha lasciato gli osservatori con più domande che risposte, pur non smorzando la curiosità per quello che, a livello tecnico, rappresenta un punto di partenza significativo per il team. Altrove, intanto, altri assumevano simbolicamente il loro nuovo ruolo: Lando Norris, infatti, ha iniziato ufficialmente la sua avventura con la McLaren per questa stagione, portando sulle fiancate della sua vettura il numero 1, sigillo del titolo mondiale conquistato ad Abu Dhabi lo scorso dicembre, un dettaglio non trascurabile che marca l'inizio di un ciclo diverso per il pilota britannico e per la sua scuderia.

La monoposto anglo-italiana, che ha mostrato un muso particolarmente affilato e ali dall'impostazione aggressiva, ha potuto accumulare chilometraggio in una configurazione che i tecnici ritengono molto vicina a quella che sarà schierata al via del campionato in Australia, a differenza di altri competitor che hanno optato per soluzioni più estreme in questa fase di shakedown. Mentre si analizzavano i dati di prestazione, con alcune squadre che hanno fatto registrare tempi di rilievo, l'episodio dell'Aston Martin ha offerto uno spunto di riflessione diverso, riportando l'attenzione sulla complessità della messa a punto di queste macchine e su come il margine tra l'attesa e l'imprevisto tecnico sia spesso sottilissimo, soprattutto quando si tratta di concept nuovi. La pista catalana, in definitiva, ha svolto il suo compito di banco di prova, svelando primissime impressioni e qualche battuta d'arresto, elementi che costituiranno la base per le ultime, frenetiche rifiniture prima del primo gran premio.

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