Bankitalia e Upb mettono in guardia il governo, ma Chigi accelera sulla manovra
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Redazione Interno
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Mentre Palazzo Chigi intensifica i lavori per la prossima legge di Bilancio, le istituzioni di vigilanza finanziaria hanno espresso, attraverso le loro analisi sul Documento Programmatico di Finanza Pubblica, riserve non trascurabili sull'impianto economico delineato. La Banca d'Italia ha segnalato come gli effetti dei dazi commerciali, reintrodotti dall'amministrazione Trump, siano già perfettamente visibili e inizino a produrre i loro primi contraccolpi sulle dinamiche di scambio internazionali, un elemento di disturbo non previsto che si somma a un quadro già complesso. Parallelamente, l'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha definito la manovra in preparazione come "esigua", sottolineandone l'impatto limitato sull'economia reale e paventando un lieve, ma significativo, aumento della pressione fiscale che rischierebbe di comprimere ulteriormente i consumi interni in un contesto di bassa crescita strutturale.
Le voci dissonanti e l'ottimismo di governo
Nonostante questi moniti, che gettano un'ombra sulle prospettive, il governo ha manifestato un cauto ottimismo, come emerso nel recente vertice di maggioranza tenutosi a Palazzo Chigi tra la presidente Giorgia Meloni e i leader di partito. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha affermato che "cresce il Pil", una dichiarazione che sembra voler controbattere alle preoccupazioni esterne e che funge da base per l'accelerazione data alla preparazione del Documento programmatico di bilancio, da licenziare entro la metà di ottobre per essere poi inviato a Bruxelles. L'esecutivo, del resto, si trova a dover sciogliere diverse divergenze interne, legate ai diversi "appetiti" dei partiti che compongono la coalizione, in un lavoro di mediazione complesso e delicato.
La linea di Giorgetti tra sostenibilità e priorità
Nel corso di un'audizione parlamentare, il ministro Giancarlo Giorgetti ha tracciato i contorni della strategia governativa, ponendo l'accento sulla "sostenibilità della finanza pubblica" come principio cardine che regola l'azione dell'esecutivo. Una convinzione, questa, che secondo il ministro diventa ancor più cruciale in uno scenario di grande incertezza macroeconomica a livello globale. In tale frangente, come egli stesso ha precisato, "solo un uso accorto delle risorse disponibili" può rappresentare lo strumento per fronteggiare eventuali shock negativi, provenienti per esempio dalle turbolenze dei mercati internazionali, e al contempo perseguire l'attuazione degli obiettivi prioritari del programma.
Il countdown e le reazioni sociali
La macchina amministrativa procede dunque a ritmo serrato, con l'obiettivo di rispettare la scadenza del 20 ottobre per l'invio del documento a Bruxelles, nonostante i rilievi tecnici avanzati. Questo dinamismo governativo, tuttavia, non placa le critiche e le preoccupazioni che arrivano da altre parti della società. Alcune organizzazioni sindacali e forze politiche di opposizione, infatti, hanno già iniziato a mobilitarsi, denunciando i rischi di una manovra che, stando alle prime indiscrezioni, potrebbe non affrontare in maniera adeguata le esigenze delle fasce più deboli della popolazione e gli investimenti necessari a rilanciare una crescita ormai stagnante da troppo tempo.




