Sondaggio Swg, il campo largo vince di un soffio ma il premio di maggioranza cambia i giochi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Fratelli d'Italia resta il primo partito del Paese, ma la coalizione di centrosinistra prevale di misura su quella di centrodestra quando si simulano le intenzioni di voto per le prossime elezioni politiche. È quanto emerge dal sondaggio Swg realizzato per il Tg La7 e diffuso lunedì 19 ottobre, un rilevamento che mette a confronto due scenari distinti a seconda che a guidare il campo largo sia Elly Schlein oppure Giuseppe Conte.

Il quadro complessivo, al di là delle singole percentuali, racconta di due schieramenti separati da una manciata di decimali, con una legge elettorale che assegna un peso decisivo al premio di maggioranza e con un terzo polo che, pur fuori dai due blocchi, continua a muovere gli equilibri.

Lo scenario con Schlein candidata premier

Quando la segretaria del Pd viene indicata come candidata a Palazzo Chigi, il campo largo raggiunge il 44,6 per cento. La quota comprende il Partito democratico al 21,2 per cento, il Movimento 5 Stelle all'11,8 per cento, Verdi e Sinistra al 6,4 per cento, Italia viva al 2,4 per cento, +Europa all'1,3 per cento e altre formazioni minori per un altro 1,5 per cento. Il centrodestra si ferma al 44 per cento esatto: Fratelli d'Italia svetta al 29,7 per cento, Forza Italia segue al 7,2 per cento, la Lega al 5 per cento, mentre Noi Moderati e Sud chiama Nord si attestano entrambi all'1 per cento.

Fuori dai due poli restano Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, accreditato al 5,6 per cento, e Azione di Carlo Calenda al 3,1 per cento.

Lo scenario con Conte in corsa per Palazzo Chigi

Il quadro cambia di poco se il candidato presidente del Consiglio del centrosinistra è il leader pentastellato. Il campo largo scende al 44,5 per cento, con il Pd al 20,5 per cento e il M5S che sale al 13,1 per cento; Verdi e Sinistra si portano al 6,5 per cento, Italia viva all'1,9 per cento, +Europa all'1,1 per cento e le altre liste all'1,4 per cento. Il centrodestra guadagna un decimale e arriva al 44,1 per cento, trascinato da Fratelli d'Italia al 29,8 per cento, con Forza Italia al 7,1 per cento, la Lega al 5,1 per cento, Noi Moderati all'1,1 per cento e Sud chiama Nord all'1 per cento.

Vannacci scende al 5,4 per cento e Azione sale al 3,2 per cento.

La ripartizione dei seggi con il premio di maggioranza

Il dato che pesa più delle singole intenzioni di voto riguarda la traduzione dei consensi in seggi parlamentari. Con la nuova legge elettorale che prevede il premio di maggioranza, il centrosinistra otterrebbe 214 deputati alla Camera contro i 142 del centrodestra. A Palazzo Madama la maggioranza arriverebbe a 106 seggi, mentre l'opposizione si fermerebbe a 69.

Si tratta di numeri che, pur fotografando un vantaggio risicato nella singola competizione tra liste, consegnano al campo largo una maggioranza parlamentare solida in entrambi i rami del Parlamento, proprio per effetto del meccanismo premiale introdotto dalla riforma elettorale.

Il peso delle formazioni esterne ai due schieramenti

Il rilevamento conferma che il partito fondato dall'ex generale resta una variabile indipendente di un certo peso, pur in una fase di flessione rispetto alle settimane precedenti. Futuro Nazionale si colloca infatti appena sopra il 5 per cento in entrambi gli scenari, lontano dai picchi toccati in autunno, quando diverse rilevazioni lo avevano accreditato attorno al 7 per cento o poco più. Azione di Carlo Calenda si mantiene stabilmente sopra la soglia di sbarramento, attestandosi tra il 3,1 e il 3,2 per cento.

La quota di indecisi e astenuti resta elevata e nel sondaggio Swg tocca il 28 per cento degli intervistati.

Il metodo della rilevazione

L'indagine è stata condotta da Swg per conto di La7 su un campione di 1.200 soggetti maggiorenni residenti in Italia, intervistati tra il 14 e il 19 ottobre con tecnica mista telefonica, online e da dispositivo mobile. Il campione è stratificato per zona geografica e prevede quote per età e sesso, con un margine di errore statistico del 2,8 per cento al livello di confidenza del 95 per cento.

I dati sulle intenzioni di voto sono stati raccolti separatamente per i due scenari di coalizione, in modo da restituire un quadro distinto a seconda dell'esito delle primarie del centrosinistra.

Il confronto con le altre rilevazioni della settimana

Il sondaggio Swg non è l'unico pubblicato nei giorni scorsi, e il quadro che emerge dalle diverse rilevazioni non è del tutto uniforme. La supermedia YouTrend diffusa a metà ottobre collocava Fratelli d'Italia al 27,2 per cento e il Pd al 20,1 per cento, con il centrodestra nel suo complesso al 42,9 per cento e il centrosinistra al 43,1 per cento, quindi con un vantaggio del campo largo ben più contenuto rispetto a quello che scaturisce dalla ripartizione dei seggi.

L'istituto Piepoli, in una rilevazione diffusa qualche giorno prima, attribuiva a Fratelli d'Italia il 27,5 per cento e al Pd il 20 per cento, con il campo largo al 43,5 per cento e il centrodestra al 42 per cento. Le differenze tra gli istituti riflettono metodologie e campioni diversi, ma convergono su un punto: la distanza tra i due schieramenti resta contenuta nelle intenzioni di voto, mentre il meccanismo del premio di maggioranza amplifica il vantaggio di chi prevale, anche di pochi decimali.

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