Tragedia sul lavoro a Darfo Boario Terme, la morte di Riccardo Gozzi
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Redazione Interno
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Ieri mattina, sabato 14 settembre, a Darfo Boario Terme, in provincia di Brescia, si è verificato un ennesimo infortunio mortale sul lavoro. Riccardo Gozzi, operaio di 49 anni, è precipitato da una piattaforma elevatrice mentre stava svolgendo lavori di manutenzione presso la carpenteria Damioli. L'uomo è caduto da un'altezza di otto metri, e per lui non c'è stato nulla da fare. La tragedia assume contorni ancora più drammatici se si considera che Gozzi avrebbe compiuto 50 anni il giorno successivo.
Questo incidente non è un caso isolato. La provincia di Brescia è stata teatro di numerosi infortuni sul lavoro, con 26 morti e 3900 infortuni registrati nel 2024. I sindacati, tra cui la Cgil e la Cisl, denunciano da tempo la mancanza di una cultura della sicurezza sul lavoro. Donato Bianchi, segretario della Cgil Vallecamonica Sebino, ha espresso amarezza per l'ennesima tragedia, sottolineando come gli appelli per una maggiore attenzione alla sicurezza siano rimasti inascoltati.
La morte di Gozzi riporta alla luce il problema delle "morti bianche", un termine che indica le vittime di incidenti sul lavoro. Nonostante i progressi tecnologici e le normative vigenti, gli incidenti continuano a verificarsi con una frequenza allarmante. Alberto Pluda, segretario generale della Cisl Brescia, ha definito queste morti una sconfitta per la società moderna, evidenziando la necessità di un impegno concreto da parte delle imprese per rispettare le normative sulla sicurezza.
Gozzi, originario di Cevo, viveva a Niardo con la compagna e il figlio di lei. Era padre di una figlia adolescente, Cristina, avuta dal precedente matrimonio. La sua morte lascia un vuoto incolmabile nella vita dei suoi cari e solleva interrogativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.




