Fabio Di Giannantonio vola ad Austin: seconda pole consecutiva in MotoGP, Bezzecchi secondo
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Redazione Sport
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La pista di Austin, in Texas, ha aperto le sue porte per la seconda giornata di attività del Gran Premio degli Stati Uniti, terzo appuntamento del mondiale 2026 di MotoGP. Un day-2 che, come da copione, ha tenuto gli appassionati incollati ai dati cronometrici, alternando momenti di altissima velocità a episodi di tensione asfaltata.
Al termine di una sessione di qualifiche che ha messo a dura prova i nervi dei piloti, complice il traffico in pista e la pressione di un circuito che non perdona errori, a spuntarla è stato Fabio Di Giannantonio.
Il pilota del team VR46 Ducati ha messo a segno un giro secco da 2’00”136, conquistando la seconda pole position consecutiva dopo quella ottenuta in Brasile la scorsa settimana, un risultato che ne certifica la straordinaria continuità di rendimento in questo inizio di campionato.
le qualifiche sono arrivate al culmine di una mattinata intensa, segnata da una sessione di prove libere (FP2) che aveva già delineato gerarchie precise, destinate però a essere stravolte quando si è trattato di giocarsi il tempo sul giro singolo.
Nelle libere, Jorge Martin aveva dettato il ritmo sulla sua Aprilia, fermando il cronometro in 2’01”563 e lasciandosi alle spalle Marc Marquez per un margine di 151 millesimi e Francesco Bagnaia per esattamente due decimi.
Subito dietro, a completare un quartetto di testa estremamente compatto, si era piazzato Marco Bezzecchi, con un distacco di soli 226 millesimi dalla vetta, nonostante una caduta nel finale di sessione che aveva richiesto un rapido intervento dei meccanici senza fortunatamente conseguenze fisiche per il pilota.
il copione della sessione di qualifica, suddivisa nelle consuete fasi Q1 e Q2, ha regalato però sviluppi inaspettati.
In Q1, la lotta per accedere alla sessione decisiva ha visto protagonista Fermin Aldeguer, capace di imporsi con il tempo di 2’00”977, seguito da Joan Mir che ha centrato la qualificazione con la Honda, relegando fuori dalla top due piloti del calibro di Raul Fernandez e Fabio Quartararo, quest’ultimo autore di una caduta senza conseguenze fisiche nel corso della sessione.
Per Quartararo, così come per l’altro francese Johann Zarco, le qualifiche si sono concluse anzitempo, con la consapevolezza di dover rimontare nelle retrovie nella Sprint Race e nella gara lunga. una volta entrati nel vivo della Q2, la pista texana ha fatto da teatro a una serie di sorpassi cronometrici degni di una gara.
Francesco Bagnaia è stato il primo a lanciare l’allarme firmando il record del circuito, ma il suo primato è stato destinato a cadere più volte nel giro di pochi minuti.
La vera rivelazione è stata però Joan Mir: partito dalla Q1, il pilota Honda ha piazzato un tempo clamoroso di 2’00”591, candidandosi per un ruolo da protagonista sulla griglia di partenza.
Poco dopo, è arrivata la stoccata decisiva di Di Giannantonio, che con un giropulito ha polverizzato ogni riferimento, issandosi in pole position per la terza volta nella sua carriera in MotoGP e per la seconda consecutiva in questa stagione.
il campione del mondo in carica, Marc Marquez, ha dovuto invece fare i conti con il traffico e le difficoltà nel trovare lo spazio per un giro pulito, circostanza che gli è costata la sesta piazza.
Una posizione, questa, che per lo spagnolo rappresenta certamente un risultato al di sotto delle aspettative su un circuito dove ha costruito parte della sua leggenda, ma che comunque lo lascia in scia di un gruppo di testa estremamente compatto.
Sul fronte delle possibili conseguenze regolamentari, pesano le indagini della direzione gara per alcuni episodi di rallentamento e potenziali intralci verificatisi durante le fasi concitate delle qualifiche; Marco Bezzecchi, in particolare, era finito sotto la lente degli steward per un contatto ravvicinato con Marc Marquez, anche se l’attenzione generale rimane focalizzata sull’equilibrio mostrato dalle varie case costruttrici in questo avvio di weekend.
l’Aprilia, con Jorge Martin quarto nelle libere ma poi retrocesso in settima posizione in griglia nelle qualifiche, e la Ducati, che schiera tre piloti nelle prime quattro caselle nonostante la sesta piazza del campione in carica, hanno confermato la loro competitività.
La prima fila, come da classifica ufficiale, vedrà dunque schierati Di Giannantonio affiancato da Bezzecchi e da Pedro Acosta, il quale ha regalato alla KTM un’ottima terza piazza.
Bagnaia aprirà la seconda fila, affiancato dalla sorpresa Mir e da Marquez, mentre la terza fila sarà occupata da Martin, Alex Marquez e Luca Marini, a dimostrazione di come il campionato 2026 stia entrando nel vivo con un ventaglio di pretendenti al successo più ampio che mai.
La mappa della griglia di partenza
La classifica completa dei tempi della Q2 restituisce l’immagine di un campionato estremamente equilibrato. Ecco l’ordine di partenza che i piloti troveranno alla lights out, con Fabio Di Giannantonio che guida il gruppo con il tempo record di 2’00”136, a testimonianza di un salto di qualità evidente rispetto alla sessione mattutina. Alle sue spalle, Bezzecchi si è fermato a 193 millesimi, mentre Acosta ha chiuso il podio virtuale con un distacco di 349 millesimi. Bagnaia e Mir, distanziati rispettivamente di 427 e 455 millesimi, rappresentano le mine vaganti pronte a inserirsi nei giochi per il podio nella Sprint Race. Più staccato, seppur a soli 501 millesimi dalla vetta, Marc Marquez dovrà gestire una partenza dalla sesta casella che per un pilota del suo calibro rappresenta uno stimolo a cercare il sorpasso fin dalle prime curve.
La presenza di ben tre Ducati nelle prime quattro posizioni (Di Giannantonio, Bagnaia e poi più indietro Alex Marquez in ottava posizione) evidenzia la forza del progetto di Borgo Panigale, mentre la seconda fila completamente spagnola con Mir e Marc Marquez sottolinea come la competitività non sia appannaggio esclusivo di un singolo costruttore. Con la Sprint Race in programma nel tardo pomeriggio di Austin, l’analisi dei dati delle libere e delle qualifiche suggerisce che il margine di errore sarà ridotto al minimo, soprattutto in un tracciato come il Circuit of the Americas, celebre per i suoi saliscendi e per la tortuosità della prima sezione, dove la capacità di attaccare in scia e di gestire le gomme nei dieci giri della gara breve sarà determinante per conquistare punti preziosi in ottica di campionato.




