Nainggolan e il derby che non gioca: "Amavo la Roma, all'Inter per il doppio gioco di Monchi"
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Redazione Sport
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Radja Nainggolan vive il derby dell'Olimpico da lontano, a un'ora di macchina da Anversa, dove continua a giocare in seconda divisione belga nel Patro Eisden. Domenica affronterà in trasferta la capolista Hekelgem, ma il pensiero corre a Roma-Inter, la sfida che ha segnato la sua carriera in Serie A. Il centrocampista belga, 38 anni, ha parlato alla Gazzetta dello Sport e a Radio Bruno, raccontando il suo doppio passato tra giallorossi e nerazzurri.
"L'Inter resta la favorita per vincere lo scudetto. Togliamo un po' di pressione alla Roma", ha detto ridendo nel corso della trasmissione "Quelli che la Roma" su Radio Bruno Roma 101.5. Nainggolan riconosce i meriti dei nerazzurri: "È una squadra costruita bene, ha fatto due finali di Champions e ha riserve importanti. Lo scudetto che ha vinto il Napoli due stagioni fa, secondo me, l'ha perso l'Inter. Oggi non ha rivali". Poi però apre uno spiraglio per i giallorossi: "La Roma ha raggiunto una sua stabilità e una sua identità con Gasperini.
Spero che non risenta della pressione in una serata complicata, in cui tutto è possibile. Dybala può essere l'ago della bilancia".
Il legame con la Capitale è ancora vivo, e Nainggolan non nasconde l'amarezza per come è finita. "Non sarei mai andato via, facevo tutto per la Roma. La gente mi rispettava", racconta. La separazione, nell'estate del 2018, porta la firma di Monchi, allora direttore sportivo giallorosso. "Fu una scelta di Monchi, che fece il doppio gioco. Mi chiedeva consigli su come intervenire sul mercato e intanto trattava per vendermi. Voleva smantellare il gruppo creato da Walter Sabatini per formarne uno di sua emanazione".
Nainggolan ricorda anche il contesto di quel momento: "Venivamo dalla semifinale di Champions League contro il Liverpool, eravamo una grande squadra, percepivamo che si potesse crescere". E aggiunge un dettaglio personale: "Se mi chiedevi all'epoca se ero contento di andare all'Inter o triste di lasciare la Roma, rispondevo che ero più triste di lasciare la Roma. Ho rifiutato offerte dal Chelsea e dalla Cina per restare".
All'Inter Nainggolan arrivò proprio nell'ambito dell'operazione che lo portò via da Roma, e con Luciano Spalletti visse la prima stagione in nerazzurro. "Devo ringraziarlo, perché con lui ho scritto le pagine più appassionanti della mia carriera. Peccato che dopo il primo anno le cose per me non funzionarono". Il declino coincise con l'arrivo di Antonio Conte sulla panchina interista: "Conte mi comunicò subito che non ero parte del progetto. Al contrario di Monchi, Antonio fu diretto con me e io ne rispettai la valutazione".
Nainggolan guarda con curiosità alla Roma costruita da Gasperini, una squadra che secondo lui avrebbe potuto esaltare le sue caratteristiche. "Malen attacca la profondità, Dzeko invece faceva la punta che ti metteva la palla. In questa Roma ci sarei stato bene, mi sarei divertito. Ma purtroppo l'epoca è diversa". Il belga torna anche sul rapporto con l'Olimpico e sul ruolo di José Mourinho: "Se devo ringraziare Mourinho per una cosa, è che ha riportato la gente allo stadio. L'atmosfera è piena, vedi tutti che cantano: Roma è un'altra cosa".
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