Il nuovo aereo della Nasa si prepara a infrangere il muro del suono (senza farsi sentire)

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La corsa verso un nuovo capitolo dell’aviazione commerciale, un capitolo che sembrava chiuso per sempre con il pensionamento del Concorde, è ripartita ufficialmente in California.

Non si tratta, come qualcuno potrebbe affrettarsi a pensare, dell’ennesimo esercizio di stile o di un prototipo destinato a rimanere un sogno nel cassetto: il velivolo supersonico sperimentale X-59, frutto della collaborazione tra la Nasa e il colosso Lockheed Martin, sta completando in queste ore gli ultimi controlli di sicurezza prima di tentare il primo volo a velocità supersonica.

Un evento, questo, che gli ingegneri dell’agenzia spaziale hanno programmato per i primi giorni di giugno.

L’obiettivo dichiarato, ambizioso quanto affascinante, è quello di riuscire a coprire la distanza tra Londra e New York – una rotta storica per l’aviazione – in meno di quattro ore, abbattendo di fatto la durata dei voli commerciali tradizionali che oggi si attestano tra le sette e le otto ore di viaggio.

L’erede silenzioso del Concorde e la sfida del “boom”

A differenza del suo celebre predecessore franco-britannico, che tagliava l’Atlantico a velocità ben più elevate (Mach 2,04, pari a circa 2.179 km/h) ma con il pesante fardello di un boato assordante – il cosiddetto “sonic boom” – che ne impediva il sorvolo sulle aree densamente popolate, l’X-59 QueSST è stato concepito per risolvere proprio quel problema.

La lunga sagoma affusolata del velivolo, che raggiunge i 30 metri di lunghezza con un muso a siringa che occupa un terzo dell’intero fusoliera, non è un vezzo estetico ma una precisa scelta aerodinamica: serve a disperdere le onde d’urto generate a velocità supersonica.

Invece di un’esplosione, l’obiettivo è che a terra arrivi un rumore attutito, quasi un “colpo sordo” o un tonfo lontano, che gli esperti della Nasa hanno ribattezzato “sonic thump”.

Test a tappe e velocità da caccia

Il percorso verso questo traguardo, va detto, non è stato né breve né privo di ostacoli, se si considera che il primo volo dell’X-59 è avvenuto nell’ottobre del 2025 a velocità ridotte (circa 370 km/h) per testare i sistemi di base.

Dopo una serie di successivi test che hanno visto il velivolo spingersi fino a velocità prossime a Mach 0,95 (circa 1.014 km/h) e ad altitudini di 13.100 metri, il team ha dato il via libera alla fase più rischiosa. Il cronoprogramma prevede una sequenza precisa: dopo aver infranto il muro del suono toccando i 1.

014 km/h, l’X-59 punterà a raggiungere le “condizioni di missione” viaggiando a Mach 1,4 (quasi 1.489 km/h) a circa 16,7 km di quota. Per avere un termine di paragone, il motore che equipaggia questo bolide dei cieli è un General Electric F414, lo stesso che spinge i caccia F/A-18 Super Hornet.

Verso i sorvoli sulle città americane

Ciò che rende davvero unico questo programma di sperimentazione, però, è l’approccio “sociale” che la Nasa intende adottare nella fase successiva del progetto, denominato Quesst. Superata la prova di forza dei prossimi giorni, l’intenzione dell’agenzia è quella di far volare l’X-59 sopra alcune comunità selezionate degli Stati Uniti, utilizzando questi sorvoli come veri e propri test di gradimento acustico.

I dati raccolti sull’effettiva rumorosità percepita dalla popolazione – se cioè il “tonfo” sarà ritenuto accettabile o fastidioso – verranno poi presentati agli enti regolatori come la Federal Aviation Administration (FAA). Solo in quel momento, se i numeri parleranno a favore della nuova tecnologia, si potrà concretamente pensare di riscrivere le norme che da decenni vietano i voli civili supersonici sopra la terraferma.

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