Battlefield 6, le mappe più piccole sono una scelta voluta: la risposta degli sviluppatori alle critiche
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Alcuni giocatori che hanno avuto accesso alla beta di Battlefield 6 hanno sollevato dubbi sulle dimensioni delle mappe, ritenendole più ridotte rispetto ai capitoli precedenti della serie. Una critica che, però, gli sviluppatori hanno già pronta una risposta. "L’obiettivo è creare ambienti adatti a ogni stile di gioco", ha chiarito Shashank Uchil, design director del titolo. "Chi preferisce il combattimento ravvicinato, ad esempio, troverà spazi pensati per la fanteria". Una scelta che, se da un lato potrebbe deludere chi ama le grandi distese, dall’altro punta a bilanciare le esigenze di tutti.
Ma non sono solo le mappe a finire sotto la lente. Già nelle prime ore della beta, infatti, sono emersi problemi legati ai cheater, nonostante gli sforzi di Electronic Arts per contrastarli. Il nuovo sistema anti-cheat Javelin, presentato come un’evoluzione del precedente BattlEye, avrebbe già bloccato oltre 330.000 tentativi di imbrogli, secondo i dati diffusi dal team SPEAR (acronimo che, non a caso, richiama il concetto di "lancia", in linea con il nome Javelin).




