Addio a Sirikit, la regina madre della Thailandia
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Redazione Esteri
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La regina madre della Thailandia, Sirikit, si è spenta all’età di 93 anni, come annunciato dal Palazzo reale in una comunicazione ufficiale che ha subito fatto il giro del mondo. Il decesso, avvenuto nell’ospedale Chulalongkorn di Bangkok, ha posto fine a una vita spesa al servizio della nazione, segnando la conclusione di un’epoca per la monarchia thailandese. La sua assenza, del resto, si era già fatta sentire negli ultimi anni, durante i quali le sue condizioni di salute, progressivamente deteriorate, l’avevano costretta a un ritiro forzato dalla scena pubblica, privando il paese di una figura che ne aveva a lungo incarnato lo spirito e le tradizioni.
Un'amata sovrana e il suo popolo
Sirikit, che era la madre dell’attuale sovrano Vajiralongkorn e la vedova del re Bhumibol Adulyadej, il monarca più longevo nella storia del paese, è sempre stata percepita come un punto di riferimento stabile e affettuoso. La sua popolarità, radicata in decenni di impegno pubblico, traeva origine anche dalla sua capacità di farsi ambasciatrice della cultura thailandese nel mondo, un ruolo che lei, con eleganza e determinazione, seppe ricoprire con indiscusso successo. Molti, oggi, ne ricordano il volto sorridente durante le numerose apparizioni ufficiali, un’immagine che ha contribuito a forgiare l’identità moderna della Thailandia sulla scena internazionale.
La storia con re Bhumibol e il legame con l'Europa
La sua vita, tuttavia, non fu solo cerimonie e dovere. Il suo matrimonio con re Bhumibol, celebratosi nel 1950, è spesso descritto come una delle grandi storie d’amore dell’aristocrazia del ventesimo secolo, nonostante un inizio tutt’altro che idilliaco. La stessa Sirikit, infatti, anni dopo quel primo incontro avvenuto quando lei aveva appena quindici anni e lui diciannove, confessò con schiettezza che si era trattato di “odio a prima vista”, una rivelazione che rende il loro successivo legame ancora più significativo. La coppia, unita da una profonda intesa, coltivò anche una sincera passione per l’Europa e in particolare per la Svizzera, nazione nella quale amava trascorrere lunghi periodi, affascinata dall’ambiente e dal jet set del vecchio continente.
L'ultimo ricovero e il lutto nazionale
Le sue condizioni di salute, come specificato dalla nota di Palazzo, avevano subito un netto peggioramento a causa di un’infezione del sangue, un evento che ne aveva minato ulteriormente la già fragile costituzione. Il ricovero nell’ospedale della Croce Rossa thailandese si era reso necessario, ma le cure non sono state sufficienti a scongiurare l’esito fatale, giunto poco dopo le nove di sera di un giorno di ottobre. In suo onore, la Thailandia si appresta ora a osservare un intero anno di lutto, un periodo di raccoglimento che riflette il profondo rispetto e l’affetto che il popolo nutriva per lei, una donna che ha saputo lasciare un’impronta indelebile nella storia del suo paese.




