Il Re Carlo accoglie il presidente nigeriano Tinubu a Windsor tra carrozze e protocollo ritoccato per il Ramadan

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La diplomazia delle apparenze, quella fatta di carrozze scintillanti, inni nazionali e schieramenti di guardie reali con le alte uniformi di gala, ha ripreso il suo corso solenne a Windsor Castle. Re Carlo III e la regina Camilla hanno ricevuto con tutti gli onori il presidente della Nigeria, Bola Tinubu, accompagnato dalla first lady Oluremi, in quella che rappresenta la prima visita di Stato ufficiale di un leader nigeriano dal lontano 1989, quando il generale Ibrahim Babangida fu ospite della defunta regina Elisabetta. Un incontro, questo con il monarca britannico, che non è solo un vezzo cerimoniale, ma porta con sé il peso di un riallacciamento di rapporti bilaterali che puntano a diventare più sostanziosi sul piano degli scambi economici e degli investimenti, con Londra che cerca di ridefinire la propria partnership con le nazioni africane in un'ottica meno paternalistica e più paritaria.

Un’accoglienza sfarzosa ma con il menu rivisto per rispettare il digiuno del presidente

La macchina organizzativa della royal family, tuttavia, ha dovuto fare i conti con un elemento imprevisto, o forse semplicemente non contemplato nei manuali di cerimoniale degli ultimi decenni: il presidente Tinubu è musulmano e il suo arrivo nel Regno Unito cade proprio durante il periodo sacro del Ramadan. Per la prima volta da quasi un secolo, ci si è trovati a dover gestire una visita di Stato di un capo di Stato di fede islamica nel mese di digiuno, e questo ha imposto degli adattamenti significativi al programma ufficiale. Il tradizionale pranzo privato di benvenuto, che solitamente segue la cerimonia di accoglienza e permette ai reali e agli ospiti di scambiarsi le prime impressioni in un contesto più raccolto, è stato cancellato per rispetto dell’astensione dal cibo e dalle bevande osservata dal presidente durante le ore diurne. Al suo posto, Carlo III ha ricevuto Tinubu per un'udienza privata nel pomeriggio, per poi dedicarsi, insieme a lui, a incontri con organizzazioni impegnate nel dialogo interreligioso. La coppia presidenziale, dopo essere stata accolta dai principi di Galles, William e Kate, all'Fairmont Hotel, ha percorso in carrozza le vie di Windsor tra gli sventolii di bandiere nigeriane e britanniche, per poi deporre una corona di fiori sulla tomba della regina Elisabetta II, sepolta nella cappella di San Giorgio.

Kate Middleton e l’omaggio sartoriale alla Nigeria: da Tolu Coker al verde del banchetto

Se la politica e il protocollo dettano i tempi e i modi degli incontri, è spesso la moda a fornire il vocabolario per i messaggi più sottili e, talvolta, più efficaci. La principessa del Galles, da par sua, ha giocato un ruolo da protagonista in questa partita a colpi di stile e significati. Per l'accoglienza iniziale, Kate Middleton ha scelto di affidarsi a una stilista londinese di origini nigeriane, Tolu Coker, indossando un lungo cappotto bicolore grigio e bianco della sua collezione autunno-inverno, un gesto che è stato letto come un tributo alla cultura e alle radici degli ospiti. Un segnale di attenzione che prosegue la linea tracciata dal suocero, Re Carlo, che qualche settimana prima aveva onorato con la sua presenza in prima fila proprio una sfilata di Coker. La sera, poi, per il momento più atteso e formale della due giorni, il banchetto di Stato tenutosi nella sontuosa St George's Hall, la principessa ha sfoderato un'eleganza più classica e regale, indossando un abito verde smeraldo del designer Andrew Gn, un colore che richiama chiaramente una delle tinte della bandiera nigeriana. Sul capo, immancabile, la sua tiara prediletta, la Lover's Knot, un gioiello carico di storia che fu di Lady Diana, mentre al polso sfoggiava l'Ordine della Famiglia Reale di Re Carlo III.

Centosessanta invitati e un banchetto che prova a far dimenticare le ombre di Andrea

La cena di gala ha riunito attorno a un'unica, immensa tavola circa centosessanta commensali, un parterre che mescolava figure istituzionali, esponenti del mondo della finanza e star dello spettacolo, molte delle quali appartenenti alla folta e influente diaspora nigeriana nel Regno Unito. Si potevano riconoscere il capitano della nazionale inglese di rugby Maro Itoje, la campionessa olimpica Christine Ohuruogu, e volti noti della letteratura e della musica come Ben Okri e Tiwa Savage. Nel suo discorso di benvenuto, Re Carlo ha voluto sottolineare proprio questo legame vitale, descrivendo i cittadini di origine nigeriana che eccellono in ogni settore della vita britannica come un "ponte vivente" tra le due nazioni. L'atmosfera solenne e scintillante della serata, con i brindisi di rito e il menù a base di rombo, è riuscita nell'intento di mettere in secondo piano, almeno per qualche ora, le tensioni e le ombre che continuano ad agitarsi tra le mura di Windsor, legate in particolare alla figura del principe Andrea e alle sue note vicende giudiziarie, che avevano acceso i riflettori proprio nei giorni precedenti. La visita del presidente Tinubu, con il suo carico di significati diplomatici e di opportunità commerciali, ha offerto alla famiglia reale una preziosa parentesi di normalità e di rappresentanza.

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