Brunello Cucinelli: crollo in Borsa dopo il report di un fondo speculativo. La replica dell'azienda.
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Redazione Economia
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Mentre le passerelle della Fashion Week milanese celebravano il rito collezionistico, un’onda d’urto finanziaria, del tutto inaspettata, ha investito uno dei pilastri del lusso italiano. Giovedì 25 settembre, le azioni di Brunello Cucinelli sono state fermate dalla Consob per eccesso di ribasso, dopo un tracollo che, in un solo giorno, ha bruciato circa il 17% del loro valore. Un evento che ha interrotto bruscamente la narrazione di crescita solida e armoniosa che da sempre accompagna il gruppo umbro, noto per la sua filosofia umanistica oltre che per i suoi pregiati capi in cachemire.
L'origine della crisi: il report del fondo Pertento Partners
L’origine della tempesta va ricercata in un report, definito da più parti “al veleno”, diffuso da un fondo speculativo londinese, il Pertento Partners. Questo soggetto, come riportato dal Financial Times, è noto nell’ambiente finanziario per praticare aggressivamente lo short selling, una strategia che scommette sul calo del titolo di una società. La tecnica, che alcuni osservatori descrivono come un vero e proprio assalto coordinato, si basa spesso sulla pubblicazione di ricerche che sollevano dubbi o accusano l’azienda target di irregolarità, creando il panico tra gli investitori.
Le accuse di violazione delle sanzioni alla Russia
La sostanza delle accuse contenute nel dossier riguarda una presunta violazione delle sanzioni internazionali contro la Russia. Secondo il fondo, Brunello Cucinelli avrebbe mantenuto un’esposizione commerciale significativa nel mercato russo, nonostante le restrizioni imposte a livello globale. Un’ipotesi che, se confermata, avrebbe conseguenze gravissime non solo sul piano economico ma soprattutto su quello reputazionale, intaccando l’etica imprenditoriale che è il fondamento stesso del brand.
La replica ufficiale di Brunello Cucinelli
La società ha reagito con un secco comunicato di smentita, definendo le accuse “prive di fondamento” e precisando che i ricavi generati in Russia rappresentano una quota marginale, appena il 2% del totale. La replica aziendale, per quanto netta, non è bastata a placare immediatamente i venti di Piazza Affari.
Uno scontro di filosofie: impresa etica vs finanza speculativa




