Basket, l'Olimpia Milano si arrende al Real Madrid: terzo ko di fila in Eurolega

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sogno del settebello contro il Real Madrid dura solamente un quarto. Il primo. Troppo poco. Travolta da un parziale micidiale (20-1), l'Olimpia fallisce la settima vittoria contro i Blancos in Eurolega dal 2000 a oggi e si arrende 89-98, terzo ko di fila dopo Baskonia e Maccabi Tel Aviv. Decisivo Facundo Campazzo, che firma 8 punti nel secondo quarto, periodo in cui il Real Madrid mette il turbo e scappa sul 39-39 a 2'44 dall'intervallo, chiudendo il primo tempo avanti 40-53 con il 66% da tre e il 61% da due.

Un avvio incoraggiante e poi il crollo

L'avvio era stato equilibrato: primo quarto 24-21 per l'Armani che si affida a Hall e massimo vantaggio 36-32 grazie anche alle triple di Matthews. Poi però è solo Real Madrid, preso per mano dal play argentino, anche 6 assist. Milano è impotente contro la transizione offensiva e il pick and roll degli avversari (57,6% da due). Disastrosi anche i primi 30 secondi della ripresa: break fulminante 10-2 degli ospiti, che si divertono con Jones (12 punti con 5/6 al tiro) e Tavares (10+6+2 stoppate).

Bolmaro e Hall tengono a galla l'Olimpia

Il vento cambia, ma non abbastanza, con l'ingresso di capitan Pippo Ricci, richiesto a gran voce, che produce un 12-6 nell'ultimo quarto, capace di riportare i padroni di casa sul -11, dopo esser stati anche sotto di 21. Proprio il capitano però fallisce la tripla del -8, mentre dall'altra parte Feliz sbaglia pochissimo (6/9 al tiro) e così Milano si arrende con la peggior prestazione difensiva stagionale in Europa. In casa Armani 21 di Leandro Bolmaro, il meno domo di tutti, e 17 di Devon Hall.

Per il Real Madrid seconda vittoria di fila dopo il successo contro il Partizan dell'8 ottobre scorso.

Poeta: «Senza cuore non si gioca a basket»

Così Coach Peppe Poeta ha commentato la gara con il Real Madrid: «Non c'è molto da dire, perché la tattica, il gioco che creiamo o meno, non contano nulla quando non si gioca con il cuore. Oggi ci è mancato il cuore, non in tutti, ma ne abbiamo avuto a metà. Spero in una reazione giovedì con Dubai. Io ci metto la faccia e mi prendo le mie responsabilità. Ovviamente dobbiamo farlo tutti. Abbiamo problemi tecnici, ma la prima cosa è giocare con il cuore e mettere tutti sulla stessa pagina».

Il caso Peters e la mossa della disperazione

Uno dei temi affrontati riguarda le difficoltà di Alec Peters e la decisione di inserire Pippo Ricci, invocato anche dal pubblico dell'Unipol Forum. Poeta ha spiegato: «Mah, era semplicemente un qualcosa per dare la scossa alla squadra. Devo dare per forza determinante gerarchie dovute a uno status di EuroLeague che è chiaro. Se devo fare giocare meno di 14 minuti Alec Peters, abbiamo un grosso problema. Ricci ci mette il cuore, lo ringraziamo. Ma ci sono delle gerarchie, dei valori chiavi che uno deve provare a recuperare. Peters sta facendo fatica. E basta».

I blackout e le difficoltà tecniche

Poeta ha riconosciuto anche le difficoltà tecniche e offensive della squadra, soffermandosi sul rendimento degli esterni e sui blackout che hanno compromesso la partita: «Abbiamo dei problemi tecnici evidenti. Stiamo facendo fatica a creare gioco. Thompson è in difficoltà, Cole è un rookie. Quello può scoraggiarti e fare perdere unità d'intenti anche in difesa. Abbiamo approcciato nel modo giusto la partita. Eravamo 25-21 per noi dopo 10 minuti. Sono dei blackout durante le partite che onestamente sono un misto di difesa e attacco. Ci disuniamo, diventiamo frustrati e smettiamo di difendere».

La sfida con Dubai all'orizzonte

Il calendario di EuroLeague non concede molto tempo per analizzare la sconfitta, con Milano chiamata a tornare immediatamente in campo giovedì, sempre al Forum, contro Dubai. Poeta si aspetta una risposta soprattutto dal punto di vista dell'atteggiamento: «Il calendario è questo, non ci possiamo fare niente. Serve reagire tra le partite. Spero l'avremo giovedì. Bisogna partire da quello che ci mettiamo nei 40 minuti. Non bisogna frustrarsi, metterci l'anima e combattere su ogni pallone».

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