OnePlus lascia Europa e Stati Uniti, niente più nuovi smartphone in Occidente
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Redazione Scienza e Tecnologia
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È ufficiale. Il 16 luglio 2026 OnePlus ha confermato che non presenterà più nuovi prodotti in Europa e negli Stati Uniti d'America. Lo store europeo rimane aperto, la distribuzione internazionale dei futuri smartphone - come la serie OnePlus 16 - appare per lo meno incerta in questi due mercati, finiti al centro di una vasta riorganizzazione decisa dalla casa madre Oppo.
Una decisione figlia di necessità strategiche confrontate con un momento in cui il mercato ha il fiato corto e che, di fatto, alle nostre latitudini interrompe la storia (non lunghissima, in verità) di un'azienda che ha affrontato i giganti, che è stata ribelle e che continuerà a essere tale in tutti gli altri mercati.
La fine di un'era per i flagship killer
Fondata nel 2013, OnePlus si era costruita una solida reputazione grazie alla filosofia dei cosiddetti "flagship killer": smartphone capaci di offrire prestazioni di fascia alta a prezzi decisamente inferiori rispetto ai principali concorrenti. Lo slogan "Never Settle" (mai accontentarsi) aveva alimentato l'immagine di una società indipendente e ribelle, capace di sfidare le regole dei grandi produttori. Negli ultimi anni, tuttavia, la strategia dell'azienda è cambiata profondamente, con un'integrazione sempre più stretta con Oppo.
Il legame divenne ancora più esplicito nel 2021, quando OnePlus integrò parte delle proprie attività di ricerca e sviluppo con quelle di Oppo, e da allora hardware, componenti, interfacce e basi software hanno mostrato somiglianime sempre più evidenti. La decisione di ritirarsi da Occidente rappresenta il passo più radicale di questa trasformazione.
Supporto e aggiornamenti garantiti per i dispositivi esistenti
La notizia che OnePlus abbandona Europa e Nord America non è stata una sorpresa per chi stava seguendo le ultime vicende, ma quello che ancora non era chiaro riguardava il destino di chi ha già uno smartphone OnePlus in tasca. Ora la risposta ufficiale è arrivata: i dispositivi esistenti continueranno a ricevere aggiornamenti software e patch di sicurezza per tutto il periodo di supporto originariamente promesso per ciascun modello.
Oppo ha dichiarato che rispetterà gli impegni esistenti sia in Europa sia negli USA, garantendo assistenza tecnica, copertura della garanzia e supporto post-vendita. Lo store europeo, almeno per ora, resta aperto e le scorte già presenti verranno vendute normalmente.
L'addio a OxygenOS e il passaggio a ColorOS
Il cambiamento più rilevante per gli utenti riguarda il futuro del software: in futuro, i telefoni OnePlus adotteranno ColorOS, il sistema sviluppato direttamente da Oppo. Sebbene OxygenOS e ColorOS condividano già da tempo una base tecnica comune, con ColorOS che serve oltre 740 milioni di utenti globalmente, Oppo ha deciso che i futuri dispositivi OnePlus useranno esclusivamente ColorOS.
La parola chiave è "volontariamente": non si tratta di un aggiornamento forzato, e chi preferisce restare su OxygenOS potrà farlo, almeno finché il proprio modello rientra nel perimetro di supporto. Per i più scettici, c'è anche una buona notizia: chi aggiorna a ColorOS potrà fare rollback a OxygenOS, e le versioni specifiche disponibili per il ripristino saranno comunicate con annunci ufficiali successivi. I modelli più vecchi, non inclusi nell'aggiornamento a ColorOS 17, continueranno a ricevere manutenzione software sulla versione attuale.
Oppo rafforza la presenza europea mentre OnePlus si concentra sull'Asia
La decisione di abbandonare i nuovi lanci non è stata un'imposizione del genitore Oppo né una scelta unilaterale di OnePlus, secondo quanto dichiarato da quest'ultima durante un briefing con la stampa internazionale. L'obiettivo è concentrare le risorse nei mercati dove l'azienda ritiene di poter servire al meglio gli utenti, con un focus sul "fare la cosa giusta nel mercato giusto".
Parallelamente al ritiro di OnePlus, Oppo ha evidenziato l'Europa come un mercato strategico, annunciando l'intenzione di aumentare gli investimenti nella regione, con un focus più marcato sugli smartphone di fascia alta e l'espansione delle partnership con i rivenditori. La filiale indiana di OnePlus, invece, continuerà a operare regolarmente, essendo l'India un mercato chiave per l'azienda che storicamente ha rappresentato oltre la metà delle spedizioni globali del marchio.




