Un anticiclone anomalo regala dicembre mite, ma l'aria ristagna tra nebbie e smog
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Redazione Interno
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Una vasta e robusta area di alta pressione, di matrice africana, si è installata sul Mediterraneo determinando una fase di tempo spiccatamente stabile sull’Italia, condizione che, secondo le elaborazioni dei centri di calcolo, è destinata a protrarsi almeno fino al 13 dicembre. Questo possente anticiclone, il cui dominio si estende su buona parte dell’Europa centro-meridionale, sta convogliando masse d’aria insolitamente miti per il periodo, tanto che i meteorologi stimano, specialmente in quota e sulle regioni alpine, anomalie termiche positive davvero cospicue, con picchi che possono sfiorare i dieci o dodici gradi al di sopra delle medie climatiche di riferimento. Ne consegue un quadro generale che appare più autunnale che invernale, con temperature che, dove il sole riesce a scaldare liberamente, risultano quasi primaverili, offrendo una tregua dai rigori stagionali ma al contempo contribuendo a un sensibile innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico nelle aree metropolitane.
Il volto meno gradevole della stabilità: foschie, nubi basse e inquinamento
La persistenza del campo anticiclonico, se da un lato garantisce prevalenti condizioni di bel tempo, non significa però sole ovunque e per tutti. La stabilità atmosferica e l’assenza di venti significativi, infatti, favoriscono proprio in questi giorni la formazione di estesi banchi di nebbia e l’accumulo di nubi basse, soprattutto nelle pianure e nelle vallate del Nord, come la Val Padana, dove l’umidità ristagna senza possibilità di dispersione. Fenomeni simili, seppur in forma diversa, interessano anche alcuni settori costieri, come quelli tra Liguria e Toscana, dove possono formarsi nubi marittime. È proprio questa combinazione di fattori – l’alta pressione, l’assenza di ricambi d’aria e le temperature miti – a creare le premesse per un netto peggioramento della qualità dell’aria: lo smog, con le sue polveri sottili, trova condizioni ideali per accumularsi, specialmente nei bacini urbani delle grandi città, dove il traffico veicolare ne è la principale fonte emissiva.
Un cambio di scenario possibile dalla metà del mese
La fase di tempo stabile e mite, per quanto durevole, non è tuttavia eterna. I modelli meteorologici, analizzando l’evoluzione sinottica su larga scala, iniziano a intravedere, per la seconda parte del mese, l’avvicinamento di una perturbazione atlantica. Questa depressione, se confermata nella sua traiettoria, potrebbe infatti indebolire la struttura dell’anticiclone, portando un graduale peggioramento delle condizioni anche sul nostro paese. Gli effetti, stando alle prime proiezioni, potrebbero essere maggiormente avvertiti al Centro-Sud, sebbene anche le regioni settentrionali non siano del tutto escluse da un possibile ritorno di piogge, seppur deboli in questa prima fase di transizione. Si tratterebbe, in ogni caso, di un evento atteso che segnerebbe il ritorno a una circolazione atmosferica più movimentata e tipicamente invernale.
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