Influenza 2026-2027, Pregliasco annuncia la nuova stagione: vaccini e prevenzione
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Redazione Salute
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La stagione dell’influenza 2026-2027 si prepara a entrare nel vivo con l’avvio della nuova campagna vaccinale e le indicazioni degli esperti sulla circolazione dei virus respiratori. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha spiegato che sono attesi almeno 12-14 milioni di casi complessivi, con un andamento che potrebbe risultare meno aggressivo rispetto ad altre annate recenti.
L’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato nove vaccini antinfluenzali destinati alla stagione 2026-2027. I prodotti sono stati aggiornati per offrire protezione contro i ceppi virali indicati come più probabili per il prossimo periodo influenzale, con la campagna che dovrebbe partire nei primi giorni di ottobre.
Il Ministero della Salute ha indicato la vaccinazione a partire dai 6 mesi di vita e ha individuato le categorie alle quali il vaccino viene raccomandato e offerto gratuitamente. Tra queste rientrano i bambini tra 6 mesi e 6 anni, le persone sopra i 60 anni, le donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto, oltre ai soggetti con patologie che aumentano il rischio di complicanze.
Pregliasco ha sottolineato l’importanza della vaccinazione soprattutto per le fasce più vulnerabili, anche in una stagione nella quale le prime valutazioni provenienti dall’Australia indicano un impatto meno pesante rispetto ad altri anni. La protezione dei soggetti fragili rimane uno degli elementi centrali della strategia sanitaria per ridurre le conseguenze delle infezioni respiratorie.
La campagna antinfluenzale viene inserita in un quadro più ampio di controllo dei virus stagionali, considerando anche l’aumento dei problemi respiratori osservati fuori dai mesi tradizionalmente associati al picco influenzale. Medici di famiglia e pronto soccorso hanno registrato episodi di infezioni respiratorie acute anche durante l’estate, spesso preceduti da febbre, tosse, stanchezza e dolori.
I casi di polmonite comparsi già tra agosto e settembre hanno attirato l’attenzione dei sanitari perché in passato erano meno frequenti in questo periodo dell’anno. Le forme respiratorie osservate negli ambulatori hanno coinvolto persone colpite inizialmente da sintomi apparentemente comuni, poi evoluti in disturbi più impegnativi.
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