Vento forte in Lombardia e in Emilia-Romagna: l’allerta arancione chiude parchi e cimiteri
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Redazione Interno
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Raffiche previste fino a 90 chilometri orari e un’intensità di burrasca moderata: sono questi i numeri che hanno spinto i Centri di monitoraggio regionali a innalzare il livello di allerta, passando dal giallo all’arancione in diverse aree del Nord Italia. A partire dal pomeriggio di oggi, mercoledì 25 marzo, le amministrazioni locali, recependo le direttive della Protezione Civile, hanno iniziato a mettere in campo misure straordinarie per la gestione della sicurezza urbana, concentrandosi principalmente sulla chiusura di quegli spazi pubblici dove la presenza di alberature ad alto fusto o di strutture temporanee rappresenta un rischio concreto per l’incolumità dei cittadini.
In Lombardia, la Regione aveva già diramato un’allerta gialla per rischio vento forte valida per l’intero territorio, con particolare attenzione alle province di Milano e Bergamo, ma il progressivo aggravarsi delle condizioni meteo ha portato il Centro monitoraggio rischi naturali a trasformare l’avviso in codice arancione a partire dalle prime ore di domani, giovedì 26 marzo, fino alle 21. Questa escalation ha indotto il Comune di Legnano a firmare un’ordinanza che dispone l’interdizione immediata, a partire da questa sera, del giardino Pattani in viale Gorizia e del Parco Castello. La disposizione si estenderà per l’intera giornata di domani a tutti i parchi cittadini, vietando di fatto la permanenza in qualsiasi area verde attrezzata.
Il provvedimento non riguarda solo il Milanese. A Bergamo e nella sua provincia, dove l’allerta è scattata con codice giallo “ordinaria criticità” a partire dalle 16 di oggi, le autorità hanno ribadito l’invito alla prudenza, sottolineando come le condizioni, pur rimanendo stabili dal punto di vista delle precipitazioni, saranno caratterizzate da venti forti o molto forti provenienti da Nord, con raffiche diffuse che potrebbero creare disagi alla circolazione e danni alle strutture non perfettamente ancorate.
La situazione si fa più severa scendendo verso l’Emilia-Romagna, dove la Protezione Civile ha emesso l’allerta numero 033/2026. Il Comune di Faenza ha già dato corso a un’ordinanza che prevede l’interdizione totale, con effetto immediato e fino alla mezzanotte di domani, di parchi, aree verdi e persino delle aree di pertinenza scolastica. L’ordinanza, spiegano dalla sede municipale, è stata emanata a tutela della pubblica incolumità per prevenire incidenti legati alla possibile caduta di rami, alberi o oggetti sollevati dalle raffiche che caratterizzeranno la burrasca moderata annunciata.
Le disposizioni per la sicurezza e la chiusura dei cimiteri
Le misure adottate dai vari comuni seguono un protocollo standardizzato che, oltre ai parchi e giardini, si estende spesso ai cimiteri cittadini. In molti dei territori interessati dall’allerta arancione, gli amministratori hanno optato per la chiusura dei camposanti, ritenendo che la presenza di alberature mature e di strutture spesso provvisorie come gazebo o fioriere in altezza possa costituire un pericolo per i visitatori.
Nel dettaglio delle ordinanze, quelle pubblicate dai Comuni fanno riferimento esplicito alla necessità di evitare il transito e la sosta nelle aree alberate e in prossimità di strutture mobili come impalcature, tendoni o carichi sospesi. Le indicazioni diffuse dai Centri operativi comunali raccomandano ai cittadini di prestare la massima attenzione durante gli spostamenti, specialmente se alla guida di mezzi telonati o caravan, e di cercare riparo in luoghi chiusi durante le fasi di maggiore intensità del vento.
Non si tratta di provvedimenti estemporanei: gli uffici tecnici comunali, in sinergia con la Protezione Civile, hanno attivato il monitoraggio costante del territorio per verificare la tenuta delle strutture e per intervenire prontamente in caso di criticità, come la caduta di tegole o il cedimento di rami. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre al minimo i rischi di incidenti, considerando che le raffiche attese, con picchi fino a 90 km/h, hanno la potenzialità di sradicare alberi non perfettamente consolidati o di trasformare oggetti comuni in veri e propri proiettili.
L’evoluzione dell’allerta e la gestione del rischio sul territorio
L’arancione è un livello di allerta che indica una criticità moderata, un passo oltre il giallo che solitamente contraddistingue situazioni di ordinaria criticità. Questo innalzamento, in questo caso specifico, è legato alla persistenza delle raffiche e alla loro intensità su un arco temporale prolungato che coprirà l’intera giornata di domani. La decisione di chiudere i parchi e le aree verdi non è mai una scelta banale per le amministrazioni, implicando ricadute sulla vita sociale e sulle abitudini dei residenti, ma in circostanze come questa la valutazione del rischio prevale su ogni altra considerazione.
Le strutture comunali di protezione civile sono state poste in stato di pre-allarme, con squadre operative pronte a intervenire per rimuovere eventuali ostacoli sulla viabilità. La raccomandazione principale che filtra dagli avvisi ufficiali è quella di limitare gli spostamenti all’aperto, assicurando preventivamente gli oggetti presenti su balconi e terrazzi che potrebbero essere trascinati via dal vento.
La situazione resta monitorata ora per ora: i sindaci hanno facoltà di revocare le ordinanze non appena il Centro monitoraggio regionale comunicherà la cessazione dello stato di criticità. Fino ad allora, l’accesso alle aree verdi rimarrà vietato per scongiurare il ripetersi di incidenti simili a quelli già verificatisi in passato durante eventi di forte ventilazione, quando la caduta di rami o alberi interi ha purtroppo causato feriti o danni ingenti a strutture e automobili in sosta.




