Podolyak: «Senza vertice a tre nessun dialogo, Putin inganna Trump. La tregua? Si parta dai cieli»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
«Un incontro trilaterale tra Trump, Zelensky e Putin è l’unica strada per avviare un negoziato reale. Altrimenti, non solo non si fermerà la guerra, ma non si parlerà neppure di pace». Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino, non usa giri di parole mentre il Cremlino e la Casa Bianca si preparano al vertice in Alaska, dove si discuterà del futuro dell’Ucraina senza che Kiev abbia un posto al tavolo.
Zelensky, escluso dai colloqui, ha reagito con durezza: «Parlare dell’Ucraina senza l’Ucraina è inaccettabile». Il tono è quello di chi non intende cedere, nemmeno di fronte alla pressione di due potenze globali. «Nessuno accetterà questo formato», ha aggiunto, sottolineando come la sua assenza rischi di trasformare l’incontro in una vittoria unilaterale per Mosca.
Sul tavolo c’è l’ipotesi, avanzata da Trump, di un compromesso territoriale che includa la cessione di parti del Donbass. Ma Zelensky ha già chiuso la porta: «Non rinunceremo a un centimetro del nostro territorio». Una posizione netta, che riflette la volontà di non legittimare l’aggressione russa, come sottolineato dallo stesso Podolyak: «Quello che vuole Putin non è la pace, ma il riconoscimento del diritto di invadere».
Il consigliere ucraino propone invece una road map articolata: «Prima il cessate il fuoco, poi lo scambio totale dei prigionieri, infine un negoziato politico diretto tra Zelensky e Putin». Un approccio graduale, che eviti soluzioni imposte dall’esterno. Intanto, però, il vertice in Alaska procede senza Kiev, e le parole di Podolyak suonano come un monito: «Se Trump cade nella trappola del dialogo a due, la guerra continuerà».




