Erode dei conti correnti: così il trojan Herodotus svuota gli smartphone
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nel panorama, sempre più affollato, delle minacce informatiche che insidiano i dispositivi mobili, i trojan bancari rappresentano senza dubbio la categoria più temibile, poiché progettati specificamente per depredare i risparmi degli utenti, agendo con una determinazione e una sofisticatezza che li distingue dai comuni malware. È in questo solco che si inserisce la scoperta, da parte di esperti di cybersicurezza di varie società internazionali, di due nuove varianti di trojan per Android, tra le quali spicca, per pericolosità e metodi d'azione, quello battezzato Herodotus, un nome che evoca le capacità narrative e persuasive dello storico greco antico, quasi a sottolinearne l'astuzia.
L'infiltrazione silenziosa
Herodotus, che gli analisti di ThreatFabric e SOCRadar classificano senza esitazione come un trojan bancario di nuova generazione, opera una penetrazione subdola nel sistema, mascherandosi abilmente da applicazione legittima per ingannare la vigilanza dell'utente e ottenere i permessi di amministrazione. Una volta stabilita la sua testa di ponte all'interno del telefono, il malware, che si nasconde in profondità nel sistema operativo rendendo estremamente complessa la sua individuazione e rimozione, acquisisce un controllo pressoché totale del dispositivo, trasformando lo smartphone in un varco aperto verso le finanze personali.
La tecnica del furto automatizzato
La sua pericolosità risiede nella capacità di automatizzare il furto di credenziali per l'home banking e di dati finanziari sensibili, sfruttando tecniche di overlaying, ovvero sovrapponendo finte schermate di login a quelle delle app genuine, e di keylogging, per intercettare tutto ciò che viene digitato. Non si limita, tuttavia, a spiare; esso è programmato per compiere azioni dirette, come l'invio di messaggi o l'esecuzione di transazioni, sfruttando i permessi concessi inizialmente con l'inganno, il che lo rende uno strumento di offesa particolarmente aggressivo e difficile da contrastare.
Un ecosistema criminale in evoluzione
La comparsa di Herodotus, insieme all'altra variante menzionata dagli esperti, segna un'evoluzione preoccupante nell'ecosistema criminale digitale, indicando una tendenza verso un maggiore investimento in codici malevoli sempre più furtivi e poliedrici nelle loro funzionalità. Questi trojan non si accontentano più di rubare dati, ma mirano a sostituirsi completamente all'utente legittimo, impersonandolo in ogni operazione finanziaria, con l'obiettivo dichiarato di prosciugare i conti correnti prima che la vittima possa accorgersene, un'operazione che, quando va a buon fine, si consuma nel giro di pochissimo tempo.




